Entrano nel vivo i lavori per l’elettrificazione dello scalo marittimo di Porto Torres. Il cantiere avviato nelle scorse settimane ha l’obiettivo di convertire in elettrico le banchine dedicate ai traghetti in sosta. L’intervento prevede la costruzione e la messa in esercizio di un impianto on-shore power supply (cold-ironing) per l’alimentazione elettrica da terra delle batterie di navi da crociera e di vario tipo dotate di questo sistema che permette la riduzione delle emissioni locali inquinanti.

All’opera di Porto Torres sono destinati circa 12 milioni e 791.834mila euro, necessari a realizzare le connessioni con le cabine di lata tensione del servizio elettrico nazionale. Una volta conclusi i lavori l’Autorità di sistema portuale del Mare di Sardegna procederà con un bando per individuare un operatore che curerà la gestione, la manutenzione dell’impianto di banchina e la fornitura dell’energia elettrica alle navi che potranno spegnere i motori inquinanti e rumorosi.

Una rivoluzione green che interessa tutti gli scali sardi. Dal 2030 l’alimentazione da terra sarà obbligatoria per portacontainer e navi passeggeri. La Port Authority, guidata dal presidente Domenico Bagalà, prevede la conclusione degli interventi entro la fine del 2026.  «Il raggiungimento di tutti i target rappresenta un risultato di grande importanza per il sistema portuale sardo», ha detto Bagalà, evidenziando la capacità di trasformare in opere concrete le risorse Pnrr rispettandone le scadenze.

Proroga tecnica anche per il progetto sperimentale “Millepiedi”, sempre a Porto Torres, con l’obiettivo di produrre l’energia dal moto ondoso attraverso una macchina idraulica innovativa applicata alle infrastrutture portuali. 

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