Dal mare di Alghero energia pulita senza le pale eoliche
Prosegue la sperimentazione di un dispositivo studiato per sfruttare onde, sole e ventoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il mare di Alghero torna ad essere laboratorio per la sperimentazione delle energie rinnovabili, è dal 2023 che si sperimentano alternative alle tanto contestate pale eoliche.
A circa 500 metri da Capo Galera, nell’Area marina protetta Capo Caccia-Isola Piana, è stato nuovamente installato Wepa (Water Energy Point Absorber), il prototipo sviluppato nell’ambito della collaborazione tra il Parco di Porto Conte e il Politecnico di Torino.
Il dispositivo, già sperimentato nel 2023 e ora rinnovato con nuove strumentazioni, è progettato per sfruttare contemporaneamente tre fonti energetiche: il moto ondoso, il sole e il vento. Il sistema è stato concepito anche per alimentare un processo di dissalazione dell’acqua marina, con l’obiettivo di produrre acqua dolce attraverso l’impiego di energie pulite.
L’iniziativa rientra nel progetto europeo Vague, finanziato dal programma Interreg Italia-Francia Marittimo, di cui il Parco di Porto Conte è partner.
Le operazioni di installazione sono state condotte dal Politecnico di Torino, da Seaform e dalla società NelBlu. Le prime verifiche hanno confermato il corretto funzionamento del prototipo.
Nei prossimi mesi proseguirà il monitoraggio per valutarne le prestazioni nelle diverse condizioni meteo-marine. «Il mare di Alghero si conferma un contesto di interesse per la ricerca sulle tecnologie capaci di trasformare le risorse naturali in opportunità di sviluppo sostenibile», sottolinea Giulio Plastina, direttore del Parco di Porto Conte e dell’Area marina protetta. Per Sergej Antonello Sirigu, ricercatore del Politecnico di Torino, la sperimentazione in mare consentirà di raccogliere dati fondamentali per sviluppare dispositivi sempre più affidabili ed efficienti.
