Convegno a Sassari: “Il docente inclusivo nella scuola secondaria”
Focus sui risultati del progetto Prin “Tascle” che ha come capofila l'Università di SassariPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Nella scuola secondaria di primo e secondo grado crescono studentesse e studenti con bisogni speciali. Se la scuola vuole essere davvero inclusiva occorrono più docenti specializzati. Se ne parlerà nel convegno “Il docente inclusivo nella scuola secondaria” sabato 21 febbraio alle 9, nell’Aula Magna del Dipartimento di Storia, Scienze dell’Uomo e della Formazione, in via Zanfarino 62.
L'incontro presenterà i risultati dell'indagine partita nel 2023 con il Progetto “Tascle” (Training Pathway Addressed to Support and Curricular teachers of secondary Level), che ha visto capofila l’Università di Sassari e partner quelle di Parma e di Verona e ha ricevuto un finanziamento di 100.000 euro dal PNRR in quanto progetto di rilevante importanza nazionale (PRIN).
Come spiega Filippo Dettori, coordinatore del progetto «Abbiamo iniziato con l’analisi della letteratura internazionale esistente sull’inclusione scolastica in generale nella scuola secondaria di primo e secondo grado, sui bisogni educativi speciali e su come le tecnologie possano favorire l'inclusione. Poi ci siamo spostati nelle classi per compiere un’osservazione diretta e insieme agli insegnanti abbiamo realizzato un questionario di autovalutazione per misurare il divario tra le pratiche e gli strumenti che i docenti ritengono indispensabili per l’inclusione e il grado di padronanza che pensano di averne».
Dall’analisi è emersa un richiesta di maggiore specializzazione da parte dei docenti. «Oggi in Italia ci sono più di 240.000 insegnanti di sostegno specializzati, mentre altri 66.000 docenti incaricati del sostegno – circa il 27% - non possiedono una formazione specifica e provengono dalle liste curriculari» spiega il professor Dettori. E prosegue: «nel frattempo, nel biennio 2023/2024 c’è stato un incremento del 26% degli studenti con disabilità, soprattutto intellettiva, ma anche con disturbi dell’apprendimento e dell’attenzione. Da tutti questi dati emerge chiaramente la necessità di fornire agli insegnanti strumenti di formazione adeguati e al passo con i tempi».
