Commozione a Stintino, dopo 50 anni la messa nella chiesa del Corpus Domini
Dagli anni '70 l'edificio non ospitava più funzioni religiosePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Custodisce la storia di uomini e donne della comunità di Stintino, dove un tempo lavoravano duramente per la pesca e l’inscatolamento del tonno e che, il giorno del Corpus Domini, celebravano il rito sacro e si univano in una grande festa di popolo.
Dopo 50 anni dall’ultima celebrazione religiosa la chiesetta dei pescatori della Tonnara Saline ha riaperto le porte ai fedeli. L’amministrazione comunale aveva promosso la riapertura del piccolo luogo di culto del Corpus Domini, situato nello storico complesso della Tonnara Saline.
Un evento atteso da oltre cinquant'anni: dalle soglie degli anni '70, infatti, l'edificio non ospitava più funzioni religiose. Era stato l’ex sindaco Lorenzo Diana, che a suo tempo fece ristrutturare il tetto, a salvaguardare così la stabilità della struttura. Tuttavia, l'inutilizzo prolungato l’aveva trasformata negli anni in una discarica abusiva ad opera di cittadini incivili ed irrispettosi della sacralità del luogo.
La chiesetta è di proprietà del Comune che ha voluto, anche prima della ristrutturazione, restituirla al culto. Un momento di grande commozione durante la santa messa, anche per ciò che la chiesa rappresenta, ovvero l’unione delle due anime del territorio: terra e mare. Edificata tra il 1900 e il 1901, la chiesa fu il fulcro spirituale per i tonnarotti e per le comunità della Nurra.
Sebbene nota come Corpus Domini, la sua vera patrona è la madonna di Bonaria, la cui effigie originale è oggi custodita presso il Museo della Tonnara (Mut).
