Città Metropolitana: «Porto Torres e i territori devono contare»
Cermelli (Lega): «Dall’insediamento non sono ancora state attribuite le deleghe ai consiglieri»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«La nascita della Città metropolitana di Sassari doveva rappresentare una svolta storica per tutto il Nord-Ovest della Sardegna. Doveva superare divisioni, campanilismi e debolezze istituzionali. Doveva costruire una nuova forza politica capace di difendere il territorio nei rapporti con la Regione, con lo Stato e con l’Europa. Invece dal suo insediamento non sono ancora state attribuite le deleghe ai consiglieri metropolitani. E proprio da questa scelta capiremo se si vuole costruire una vera istituzione territoriale oppure trasformare la Città metropolitana in un Comune di Sassari semplicemente più grande».
Così il capogruppo della Lega a Porto Torres, Ivan Cermelli, pone al centro del nuovo organismo il ruolo politico e la capacità di decidere dei comuni che ne fanno parte. «Ci chiediamo se Porto Torres, Alghero, Ozieri, l’Anglona, il Logudoro, il Goceano e tutti gli altri Comuni avranno una voce reale oppure saranno chiamati soltanto a ratificare decisioni assunte altrove. Per questo- sottolinea Ivan Cermelli - come Lega diciamo con chiarezza che non accetteremo una Città metropolitana costruita attorno a un solo centro politico e amministrativo. Sassari è il capoluogo, è la sede istituzionale e deve esercitare un ruolo di guida. Ma guidare non significa comandare da soli, bensì costruire una squadra, condividere le responsabilità e riconoscere il valore dei territori».
Per il capogruppo del Carroccio in Consiglio comunale «la Città metropolitana che concentra tutto nel capoluogo nasce già debole, perché rinuncia alle competenze, alle esperienze e alle specificità delle comunità che dovrebbe rappresentare. Porto Torres non può essere considerata una periferia. Porto Torres è il porto industriale e commerciale del Nord-Ovest della Sardegna. È una città strategica per la logistica, l’energia, le bonifiche, l’industria, l’economia circolare, la transizione ecologica e le relazioni con il sistema portuale regionale e nazionale. Non possiamo essere ricordati soltanto quando bisogna affrontare crisi industriali, emergenze ambientali o vertenze occupazionali. Ma dobbiamo partecipare alle scelte, essere presente nei tavoli, avere responsabilità politiche vere. Questa città- riprende Cermelli - deve poter incidere sulle strategie di sviluppo dell’intera area metropolitana».
Un principio ribadito anche per Alghero, punto essenziale per il turismo, l’aeroporto, la cultura, l’ambiente costiero e le relazioni internazionali, ma anche per Ozieri, il Logudoro, il Goceano e le aree interne, che ogni giorno affrontano problemi di collegamenti, spopolamento, carenza di servizi e isolamento. «Vale per Sorso, Sennori, Castelsardo, l’Anglona e il Golfo dell’Asinara, territori fondamentali per l’agricoltura, il turismo diffuso, l’agroalimentare, la vitivinicoltura e la tutela delle coste. La Città metropolitana non può essere una piramide con Sassari al vertice e tutti gli altri Comuni alla base». La Lega propone un modello in cui Sassari mantiene la guida istituzionale, ma le funzioni politiche si chiede che vengano distribuite tra i territori in modo serio e coerente. «Porto Torres deve poter esprimere una responsabilità politica forte sui temi della portualità, della logistica, dell’industria, dell’energia, delle bonifiche e dell’economia circolare, perché ne possiede la storia, le infrastrutture e le competenze per rappresentarli nell’interesse di tutta la Città metropolitana». Cermelli si rivolge al sindaco Metropolitano, Giuseppe Mascia, «perché faccia una scelta coraggiosa, attribuisca le deleghe, costruisca una vera squadra e dia spazio alle competenze e ai territori. Dimostri che questa istituzione non nasce per allargare il potere del capoluogo, ma per rafforzare politicamente tutto il Nord-Ovest della Sardegna».
