«Vi parlerò con parole che vengono dal cuore».

Così Christian Solinas, ex governatore della Sardegna, ha esordito stamattina a Sassari aprendo il Congresso della Federazione provinciale del Psd’Az nella cornice dell’Hotel Leonardo Da Vinci. «Questa è l’occasione del ritorno di un confronto democratico», dichiara l’attuale segretario nazionale dei sardisti davanti a una platea che include anche i rappresentanti di tutto l’arco politico, dal Pd a Fratelli d’Italia ai 5stelle a Forza Italia. Cita il congresso nazionale da cui sono partite le linee per il programma del partito senza alleanze precostituite.

«L’abbiamo sempre fatto», afferma, ricordando le esperienze con Dc e Pci, fino all’adesione dal 2009 al centrodestra. «Nel congresso vorrei che non si alimentassero rese dei conti o tensioni. Questa non è una consorteria parlamentare, dobbiamo salvaguardare il nostro patrimonio». Solinas si sofferma su alcuni nodi che riguardano l’isola. «Dobbiamo superare il modello industriale in corso, che ha lasciato troppe casse integrazioni. Bisogna andare anche oltre la chimica verde». L’idea è quella di trovare un equilibrio con l’industria turistica. «Abbiamo 1/5 del patrimonio archeologico nazionale. Lo si deve valorizzare», e fa l’esempio di Barumini che «porta 160mila visitatori all’anno». «Come governatore ho investito un miliardo di euro nella valorizzazione del nostro patrimonio».

Solinas sottolinea l’opportunità della Città Metropolitana il cui compito, riferisce, «è trovare una sintesi a vocazioni estremamente differenti». Affronta poi l’annoso tema sanità. «Gli organici sottodimensionati sono il frutto di un lungo percorso - rimarca, rilanciando la proposta di un nuovo ospedale a Sassari – Bisogna dare una struttura all’altezza del 3° millennio. Quella attuale non è dignitosa. Avevo anche individuato a suo tempo la zona in quella dell’ex Agrario. Sappiamo che con un ospedale efficiente si tagliano i costi del 30%».

Solinas è stato spesso criticato per le sue scelte rispetto a Sassari ma lui non ci sta. «Credo di essere stato il governatore che ha dato di più a Sassari nella storia autonomistica. Nella mia giunta c’erano ben tre assessori del territorio, abbiamo finalmente portato i finanziamenti verso il nord ovest a un punto di equilibrio con il resto dell’isola». Il sardista ricorda alcune misure a favore del sassarese. «Penso al sostegno del comparto primario, ad esempio al polo lattiero-caseario dal covid al resto della legislatura. In generale quello è stato un periodo di grande attenzione per questa provincia».

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