Chimica verde, Cisl: «Investimenti da Eni ed energia a basso costo»
Fissato l'appuntamento al Mimit. Il sindacato serra i ranghi per difendere l'occupazione e l'indotto del territorio metropolitano di SassariPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il Coordinamento Industria della Cisl di Sassari si è riunito oggi con carattere di massima urgenza per discutere convocazione, il 3 novembre prossimo, da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy (Mimit) della cabina di regia per la chimica verde a Porto Torres. Per la Cisl un momento di cruciale importanza per il rilancio dell'intero territorio metropolitano di Sassari. Tuttavia, l'apertura del confronto è accompagnata da una forte amarezza per le dinamiche che hanno portato a questo risultato.
«La convocazione del tavolo ministeriale rappresenta indubbiamente un passaggio vitale e tanto atteso per le prospettive industriali del nostro territorio metropolitano – dichiara Sergio Mura, segretario generale della Cisl di Sassari –. Tuttavia, cogliamo con profondo rammarico il fatto che il Governo si sia deciso ad attivarsi per la convocazione solamente a seguito di una rivendicazione legale. È desolante constatare questo ritardo, che sembra aver ignorato la grande e partecipata mobilitazione che questo territorio ha messo in campo per far sentire la propria voce». Di fronte all’appuntamento istituzionale, il sindacato lancia un appello chiaro alla Giunta affinché si costruisca un fronte sardo unito e preparato. Il Coordinamento, infatti, auspica che l'Assessore Regionale all'Industria convochi nel breve termine un tavolo di confronto preliminare con tutti i soggetti che parteciperanno alla cabina di regia. L'obiettivo è quello di ricompattare il territorio, per far valere gli obiettivi che avevano portato alla sottoscrizione, il 22 settembre 2022, del documento di "Posizione condivisa per Cabina di Regia Nazionale".
«Finalmente dopo tanto tempo, magari anche troppo sotto certi punti di vista, si riapre il confronto sul tema della chimica verde – sottolinea il coordinatore territoriale della Femca Sardegna, Giovannino Ruggiu –. Come Femca Cisl ci auspichiamo che da Eni vengano proposti investimenti importanti per il sito di Porto Torres, con impianti di primo piano e non qualche impiantino senza sbocco nel mercato o, tantomeno, un'idea lungimirante che dopo qualche anno si vada a scoprire essersi trattata di una bolla di sapone. Sia Eni che la Regione devono ricordarsi che al territorio serve ridare nuova linfa all’indotto e serve, soprattutto, creare nuovi posti di lavoro in un territorio che da troppo tempo affronta difficoltà nell’occupazione».
Alla riunione ha partecipato anche Davide Tilocca, Segretario della Femca Sardegna con delega ai rapporti con Eni, che ha posto l'accento sulla transizione del gruppo e sul cruciale nodo energetico: «L’Eni sta affrontando un momento di riconversione delle attività legate alla chimica di base in favore di altre attività di sviluppo più attuali e più economicamente e ambientalmente compatibili – spiega Tilocca – A Porto Torres abbiamo iniziato a prendere questa direzione quasi vent’anni fa e oggi, più che mai, abbiamo l’esigenza di avvicinare questo tipo di industria al territorio, senza dimenticare un fattore importante che incide in queste scelte dell’Eni e in tutte le altre aziende che vorranno insediarsi nel territorio: quello energetico, dove ancora paghiamo il prezzo più alto di tutta Italia. Esiste già un percorso avviato con il Dpcm sull’energia che prevedeva la rigassificazione del metano anche a Porto Torres e che deve essere portato a compimento. Ci auguriamo che l’Assessore all’Industria Cani metta più attenzione all’argomento e al territorio del Nord Ovest, perché senza un’energia a basso costo non c’è nessuna base per creare un’industria e un’economia forte del Nord Ovest».
