Il patrimonio arboreo di Alghero non è solo un elemento decorativo, ma una vera ricchezza ambientale, culturale e identitaria che la città non può permettersi di perdere. In una località turistica dove mare e coste sono attrazioni naturali, il verde urbano rappresenta la cornice che dà qualità alla vita quotidiana e accoglie cittadini e visitatori.

Lo sottolinea Christian Mulas, presidente della Commissione consiliare Ambiente, intervenendo dopo l’ennesimo crollo di una Phytolacca sul lungomare Valencia, caduta con le raffiche di vento degli ultimi giorni. L’episodio si aggiunge a una lunga serie e conferma la fragilità di un patrimonio arboreo spesso vetusto, penalizzato da aiuole in cemento, potature estreme e manutenzioni non adeguate.

Ma il valore del verde cittadino va oltre la funzione ambientale. Come ricordano gli studi di Siro Vannelli, Alghero è stata la prima città sarda a introdurre la Phytolacca dioica nel tratto tra i Bastioni Colombo e il lungomare Valencia, un patrimonio storico e paesaggistico che merita tutela tanto quanto le architetture che lo circondano.

In questo scenario, Mulas riconosce il lavoro dell’Amministrazione e dell’assessore Marinaro, impegnati nel miglioramento del decoro e nella programmazione dei primi interventi. Tuttavia serve una visione più ampia. «Il verde urbano è una risorsa strategica e va salvaguardato con una pianificazione adeguata. Alghero ha bisogno con urgenza di un Piano del Verde per proteggere e rinnovare il suo patrimonio arboreo, garantire sicurezza ai cittadini e affrontare le sfide dei cambiamenti climatici».

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