Tutto in ordine a Burgos. Il sindaco Leonardo Tilocca ha respinto le accuse rivoltegli dall’opposizione, di sprezzo delle regole e di democrazia assente. Contestazioni che hanno portato, lo scorso 25 febbraio, alle dimissioni dei tre consiglieri comunali della minoranza. «Non ci appartiene il modo di fare che ci hanno rimproverato», dichiara il primo cittadino e aggiunge: «Si è voluta usare una scusa per creare dei problemi».

A provocare le proteste, dopo tensioni durate più di 5 anni, è stata la convocazione di un consiglio comunale ordinario e straordinario nella stessa seduta. «Si è trattato solo di un errore. L’altra convocazione era integrativa». In realtà è apparso anche sospetto che si volesse votare, così ha denunciato l’opposizione, «in tutta fretta un ordine del giorno ritirato dalla maggioranza due anni fa». «Abbiamo fatto così a suo tempo perché la pratica aveva bisogno di approfondimenti. Ora abbiamo liberato un terreno agricolo con una variazione del Puc». Si parla però della vostra intenzione di far installare un’antenna di telefonia.

«Non abbiamo ricevuto alcuna richiesta per farlo e, se accadrà, ne discuteremo con il paese». Sulla questione si è dimessa anche una rappresentante della maggioranza: «È una sua scelta». Intanto si avvicinano le elezioni, in programma tra due mesi, e ci si aspettano altre battaglie. «Abbiamo lavorato bene - dichiara l’esponente di Rinnovamento e Progresso per Burgos - e ci ripresenteremo. Siamo tranquilli e sereni». Anche se i problemi sono diversi. «Intanto lo spopolamento. La media è di 5 nascite e 20 morti. Siamo arrivati a 815 abitanti». Adesso il paese fa parte della Città Metropolitana che, si spera, aiuti il piccolo centro. «Mi auguro che si ricordino anche di noi, che viviamo in una situazione di disagio».

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