Beni pubblici ad Alghero, i Riformatori Sardi: «Uso discrezionale da parte dell'amministrazione»
L’opposizione critica l’utilizzo di villa Maria Pia come sede istituzionale, spazio per eventi e foresteria e denuncia disparità nella gestione dell’impianto sportivoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Villa Maria Pia trasformata in una struttura “ad uso promiscuo”: sede istituzionale del Consiglio comunale, spazio per associazioni ed eventi e, da ultimo, anche foresteria. Lo denunciano i Riformatori Sardi di Alghero accusando l'amministrazione Cacciotto di gestire i beni pubblici con criteri poco chiari e di aver accantonato progetti ritenuti prioritari per la città. Secondo l’opposizione la destinazione più opportuna dell'immobile sarebbe stata quella di ospitare un Centro diurno dedicato alle persone con disabilità gravi, così da offrire un sostegno concreto alle famiglie del territorio. Un'ipotesi che, ricordano, era stata formalizzata oltre un anno fa attraverso un ordine del giorno presentato dalla consigliera Giovanna Caria e che, ad oggi, non avrebbe avuto alcun seguito.
«Non è stata nemmeno convocata la commissione consiliare richiesta per discutere il progetto o eventuali alternative», sottolineano gli esponenti dell'opposizione, che leggono questa scelta come un segnale delle priorità politiche dell'attuale maggioranza. «L'attenzione più volte dichiarata verso le fragilità sociali e le esigenze delle famiglie coinvolte si è rivelata, in questo caso, priva di riscontri concreti. Ancora una volta il rischio è che chi vive maggiori difficoltà venga lasciato indietro».
Le critiche si allargano poi alla gestione di un altro bene pubblico, il campo comunale da rugby. Anche in questo caso, sempre secondo i Riformatori Sardi, permane una situazione di disparità tra le due società cittadine. «Non vogliamo credere alle voci che circolano in città e che attribuirebbero questo immobilismo alla presenza, nella maggioranza, di persone legate da rapporti familiari con dirigenti o tesserati di una delle società coinvolte. Sarebbe grave anche solo pensarlo. Proprio per questo riteniamo che il sindaco e l'amministrazione abbiano il dovere di dissipare ogni dubbio attraverso atti chiari, decisioni trasparenti e regole uguali per tutti».
