Protezione ambientale, valorizzazione e sostenibilità, sono gli ingredienti di una ricetta che offre al Parco Nazionale dell’Asinara le migliori prospettive di sviluppo. L’isola promuove un turismo attento all’ambiente, come dimostra il percorso sulla Carta europea del turismo sostenibile, facendo registrare, nella stagione 2025, oltre centomila visitatori, con un consolidamento delle presenze degli stranieri e la preferenza al turismo esperienziale. A confermarlo sono i dati elaborati dalla società Eagler che mostrano una dinamica di assestamento post-picco degli arrivi del 2024. Su 20.186 utenti monitorati attraverso l’app Heart of Sardinia si evidenzia una progressiva stabilizzazione delle dinamiche turistiche, con una composizione per provenienza dei visitatori sostanzialmente stabile rispetto al 2024, con un lieve incremento dei turisti locali (Sardegna e Italia) e una riduzione marginale di alcuni mercati esteri (Germania e Francia).

Tra i visitatori italiani, Lombardia e Lazio restano i principali bacini, seguiti da Toscana, Veneto, Piemonte ed Emilia-Romagna. I visitatori sardi provengono principalmente dai comuni della Città Metropolitana di Sassari (53,4%), e in parte dalla provincia del Nord-Est Sardegna (24,8%). I principali punti di ingresso per i turisti sono rappresentati dall’aeroporto di Alghero e dallo scalo marittimo di Porto Torres che continuano a dominare le percentuali di arrivo. L’accesso al Parco continua a polarizzarsi sui due principali punti di imbarco: Stintino e Porto Torres, con il primo che prevale nei mesi di picco (luglio–agosto), mentre Porto Torres recupera durante i periodi di spalla. I numeri forniti da alcune strutture presenti sull’isola evidenziano per il 2025 piccole variazioni rispetto all’anno precedente. L’Osservatorio del mare di Cala Reale ha registrato un notevole incremento di ingressi, passando da 25.000 visitatori nel 2024 a 28.080 nel 2025, mentre il percorso espositivo dello Scheletro di Balenottera è passato da 500 visitatori nel 2024 a 1500 nel 2025. Per contro l’Osservatorio della memoria di Cala d’Oliva ha registrato una flessione passando da 44.650 visitatori nel 2024 a 40.314 presenze nel 2025, una riduzione di circa il 3%, probabilmente in relazione ad alcune criticità legate al servizio di trasporto passeggeri con i bus navetta e alla temporanea chiusura dell’Ostello, struttura ricettiva oggetto di lavori di messa in sicurezza.

Nell’isola, dove sono in corso diversi interventi di ristrutturazione e recupero di immobili di importanza storica, i dati mostrano un incremento dei numeri di visite nelle strutture di Cala Reale, divenuti veri e propri attrattori, come la Casa del Parco e l’Osservatorio del mare. Sul fronte del turismo esperienziale si evidenzia un particolare interesse dei visitatori. Nel 2025 si è osservata una tenuta sulle esperienze outdoor più accessibili (cicloturismo) e delle attività legate all’area marina del Parco (escursioni in charter a vela e pescaturismo).

Anche le attività economiche dell’area vasta del golfo dell’Asinara non hanno registrato variazioni significative con una maggiore propensione media del visitatore ad associare la visita all’Asinara con fruizioni economiche nel territorio, il cosiddetto “effetto intensità” che trascina l’isola all’interno degli itinerari scelti dai turisti, con picchi di consumo durante i mesi estivi.

Per quanto riguarda l’analisi dei visitatori dell’Asinara che, nelle 24 ore precedenti o successive, risultano presenti in altri attrattori (turistici e balneari) del territorio, l’andamento rimane sostanzialmente invariato: la spiaggia della Pelosa e il Parco di Porto Conte mantengono le quote più alte.

Il report dei dati dell’annualità del 2025 incoraggiano scelte strategiche orientate ad un turismo di qualità, capace di coniugare fruizione e conservazione, massimizzando al contempo le ricadute economiche sul Golfo dell’Asinara.

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