Anarchici a processo a Bologna, parla Alfredo Cospito: «Al 41 bis ti proibiscono di esistere»
È intervenuto in videoconferenza dal carcere di Sassari: «Ho fatto lo sciopero della fame perché qui la censura è totale»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«In questo momento è emozionante star qui, perché l'ultima volta che ho potuto vedere facce amiche è stata un anno e mezzo fa e all'epoca c'erano Sara e Sandrone che ora sono morti, e non ho potuto dare loro la mia solidarietà perché qua dentro il mio isolamento è totale, ti proibiscono di esistere».
Lo ha detto Alfredo Cospito, militante anarchico insurrezionalista, sottoposto in carcere a Sassari al regime di 41-bis, testimoniando in videocollegamento al processo in corso a Bologna a carico di sei anarchici. Cospito è stato chiamato come testimone dai difensori degli imputati, accusati a vario titolo di danneggiamento e interruzione di funzione religiosa per fatti risalenti al 2022. Azioni commesse proprio in sostegno di Cospito, in quel periodo in sciopero della fame per protestare contro le condizioni di “carcere duro".
Il riferimento fatto da Cospito è ai due militanti anarchici morti a Roma (Alessandro Mercogliano e Sara Ardizzone) lo scorso marzo nel crollo di un casale nel parco degli Acquedotti: gli inquirenti ritengono che i due stessero preparando un ordigno artigianale.
In aula, a Bologna, oltre ad alcuni degli imputati c'erano numerosi attivisti, che sono stati più volte ripresi dalla giudice, Nicolina Polifroni, per aver urlato frasi come: «Grande Alfredo» o «Fuori Alfredo dal 41 bis». Anche Cospito li ha salutati alzando il braccio. La giudice al termine della testimonianza ha prima espulso dall'aula due attivisti anarchici e poi alla fine ha fatto proseguire l'udienza a porte chiuse.
«Nel 41 bis ci sono persone con ergastoli ostativi che per anni non vedono un filo d'erba. È abbastanza traumatizzante. Soltanto in questo momento - ha detto Cospito rispondendo alle domande dei legali degli imputati - per venire qui, ho attraversato corridoi come nel “Miglio Verde", le guardie urlano e non ti fanno vedere nessuno. Ho fatto lo sciopero della fame perché ci sono persone qui dentro da 20 anni che non hanno visto alberi, la censura è totale, nel mio caso è non farmi leggere e parlare. C'ho messo due anni per avere un lettore cd. Ultimamente mi hanno bloccato un libro sulle origini del cristianesimo». «Mi sono reso conto - ha aggiunto - di trovarmi in un meccanismo assurdo, in cui le persone sono usate per scopi politici, e per quello ho iniziato lo sciopero della fame».
(Unioneonline/A.D)
