Alghero, truffa del finto magistrato: recuperati i gioielli rubati a un’anziana
La donna ha ricevuto una telefonata: «L’auto di suo marito usata per una rapina, dobbiamo prendere tutti i beni che ha in casa per una comparazione». Ma i criminali vengono individuati dai carabinieriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La voce dall'altra parte del telefono era calma, autorevole. Non lasciava spazio ai dubbi. Così, in pochi minuti, una pensionata di 80 anni di Alghero si è ritrovata intrappolata in una truffa studiata nei minimi dettagli, costruita per farle credere di essere coinvolta, suo malgrado, in una delicata indagine giudiziaria.
Tutto è accaduto nella mattinata di ieri, quando il telefono fisso ha squillato. «Siamo delle forze dell'ordine e con noi c'è il magistrato. Ha saputo della rapina a una gioielleria di Sassari? Hanno utilizzato una macchina che risulta intestata a suo marito. È forse in casa?». La pensionata ha risposto che il marito non c’era. Da quel momento i truffatori hanno preso completamente il controllo della situazione.
Le hanno chiesto di proseguire la conversazione sul cellulare, lasciando però il telefono fisso con la cornetta sollevata, in modo da impedirle di ricevere altre chiamate. È una tecnica ormai collaudata: isolare la vittima e impedirle qualsiasi verifica. Mentre uno dei due interlocutori ha continuato a parlarle, l'altro si stava già dirigendo verso casa sua. Per tenerla occupata e impedirle di riflettere, le hanno dettano numeri, codici e cifre da trascrivere su un foglio, come se stesse compilando un verbale ufficiale.
«Mi sentivo ipnotizzata», racconterà poi la donna. «Dobbiamo fare delle verifiche», ha proseguito la messinscena. «Sta per arrivare il mio assistente. Lei prepari tutti i gioielli che possiede e li metta in un panno bianco. Anche il denaro contante, tutto quello che ha. Ci serve per una comparazione con la refurtiva».
Pochi minuti dopo il campanello ha suonato davvero. Alla porta si è presentato un uomo sulla quarantina ed è entrato in casa con naturalezza. Ha raccolto i gioielli, li ha pesati persino sulla bilancia della cucina, ha preso il denaro contante e, prima di andarsene, ha raccomandato alla pensionata di mantenere il più stretto riserbo sull'accaduto. Intanto il telefono fisso ha continuato a rimanere occupato, esattamente come avevano ordinato i malviventi.
Solo quando è riuscita a parlare con il figlio, la donna ha finalmente compreso di essere stata raggirata. L’allarme è scattato immediatamente. I carabinieri della Compagnia di Alghero hanno avviato le ricerche e, in un tempo sorprendentemente rapido, sono riusciti a intercettare uno dei presunti truffatori durante un posto di controllo.
All'interno dell'auto c’era l'intera refurtiva. Successivamente i militari hanno raggiunto l'abitazione dell'anziana per mostrarle alcune fotografie. La donna ha riconosciuto senza esitazioni il falso assistente del magistrato che poche ore prima aveva varcato la soglia di casa sua.
Resta lo sconcerto per una truffa architettata con estrema abilità, capace di ingannare una donna descritta da chi la conosce come perfettamente lucida e brillante. A tradirla è stata soltanto la buona fede: non ha immaginato neppure per un istante che quelle voci, così convincenti, appartenessero a dei truffatori. E chissà quante altre persone sono finite nella trappola. In questa vicenda, però, c'è anche un fortunato epilogo. Grazie al tempestivo intervento dei carabinieri, tutti i gioielli e il denaro sono stati recuperati e restituiti alla proprietaria.
