Alghero, minacce di morte e maltrattamenti contro la compagna: assolto
Al centro della contesa fra i due la disponibilità della casaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Compagno persecutore o marito accusato in modo ingiusto. Questo il dilemma intorno a un 40enne di Alghero finito a processo per maltrattamenti e che, secondo le accuse, avrebbe vessato la moglie, dal 2020 al 2023, con minacce di morte, insulti e danneggiando le suppellettili di casa.
Un rapporto, come ha riferito in discussione il pm, Antonio Piras, condito da frasi come “Ti ammazzo! Metto fuoco alla casa!”. Condotte che, nella ricostruzione dell’accusa, avevano costretto la donna a lasciare l’abitazione, impaurita anche dalle minacce che l’imputato avrebbe rivolto al nuovo compagno della parte offesa, il quale si era defilato dalla relazione.
Il pubblico ministero aveva sollecitato la condanna a due anni di reclusione e, in linea con queste conclusioni, l’avvocata di parte civile, Barbara Pirisi, aveva ripercorso le contestazioni a carico dell’uomo. Tra queste il lancio di un tavolino e il presunto condizionamento di un figlio della coppia che avrebbe impedito alla donna, in alcune occasioni, di salire nell’appartamento. Proprio la casa rappresentava un nodo della contesa e la legale aveva ricordato come la sua cliente, visti gli episodi riferiti, non era stata più in grado di farvi ritorno. Pirisi aveva infine chiesto 30mila euro di risarcimento per la sua assistita, e 5mila di provvisionale. Per l’avvocato della difesa, Elias Vacca, le imputazioni non trovavano né fondamento né conferma.
Secondo il legale non era stato dimostrato nulla a carico del proprio cliente mentre invece, a suo parere, l’origine delle denunce della parte offesa avrebbero mirato in realtà a ottenere l’alloggio e i soldi dell’uomo.
Ieri in tribunale a Sassari il giudice Paolo Bulla ha disposto l’assoluzione per l’imputato perché il fatto non sussiste.
