«È una storia che non dovrebbe esistere in un Paese civile». Michele Pais, consigliere comunale della Lega ad Alghero,  già presidente del Consiglio regionale, denuncia così  la situazione di “Alessandra”, una giovane concittadina alla quale, racconta,  da circa un anno è stata riconosciuta una grave forma di Sla e che oggi, «oltre a combattere contro la malattia, è costretta a lottare contro la burocrazia».

Da circa tre mesi Alessandra non è più in grado di parlare. Il medico, racconta Pais,  ha prescritto un comunicatore oculare, «l’unica forma di comunicazione rimasta per lei. Eppure, nonostante la richiesta sanitaria formale e l'interessamento della direttrice del distretto, dottoressa Bifulco, l’apparecchio non le è stato ancora consegnato».

Il motivo? «Si starebbe attendendo l’ok dell’ufficio acquisti. Mi chiedo», incalza Pais, «se esistano margini di discrezionalità tali da consentire a un ufficio amministrativo di dire di no a una richiesta di questo tipo, o di rallentarla senza una scadenza certa. Di quanto tempo ha bisogno un ufficio acquisti per apporre un visto davanti a una situazione così grave, che dovrebbe essere trattata in modo automatico e prioritario?».

Pais è da tempo a conoscenza della vicenda e finora «ho mantenuto il più rigoroso silenzio è stretto e riserbo. Ma ora si è superato ogni limite di tollerabilità e segnalare queste situazioni è un dovere» conclude il consigliere comunale algherese, «per smuovere le coscienze politiche e burocratiche. “Alessandra” attende anche una semplice carrozzina, che i genitori hanno dovuto noleggiare. Mi auguro che  possa ricevere il comunicatore oculare nel giro delle prossime ore. L’apparecchio è disponibile e potrebbe esserle consegnato immediatamente, ma non si capisce le ragioni di questo ritardo, rispetto al quale non si hanno non risposte». 

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