Alghero, Europa Verde inaugura la nuova sede: «Uno spazio aperto a tutti»
Il taglio del nastro alla presenza di numerosi amministratori, dirigenti e attivisti localiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
«Uno spazio di democrazia viva, fatto di idee, confronto, ascolto e relazioni. È il primo passo di un percorso che abbiamo tracciato in questi mesi». Con queste parole la consigliera comunale Beatrice Podda, co-portavoce provinciale di Europa Verde, ha inaugurato ad Alghero lunedì 23 febbraio la nuova sede del movimento in via Pascoli 16, alla presenza di numerosi amministratori, dirigenti e attivisti locali.
Accanto a lei il consigliere Giampietro Moro, tra i due rappresentanti più giovani nell’aula del vecchio Municipio. «Abbiamo l’opportunità di aprirci alla città e non soltanto in campagna elettorale, – dice Moro – c’è bisogno di ritornare a fare politica in maniera seria. È tanto che mancano le sedi di partito, e noi abbiamo deciso di farlo. Un punto di riferimento che potrà essere utile alle persone».
In un momento segnato da una forte disaffezione nei confronti della politica tradizionale, l’iniziativa rappresenta per Europa Verde AVS un tentativo di rilanciare la partecipazione e il dialogo con la cittadinanza. «Un luogo aperto alla società civile, alle associazioni, alle energie giovani, dove confrontarsi sui temi ambientali, sociali e di sviluppo del territorio», ribadisce Podda davanti a un pubblico davvero numeroso. All’inaugurazione erano presenti tutte le figure di riferimento politico-amministrative del gruppo provinciale, tra cui Antonio Più, assessore regionale alle Opere Pubbliche, il sindaco di Alghero Raimondo Cacciotto, insieme a consiglieri comunali, assessori e dirigenti di partito.
Il progetto di Europa Verde ad Alghero si colloca nel solco di una visione che guarda oltre le mere dinamiche elettorali: favorire confronti pubblici su ambiente, mobilità sostenibile, gestione delle risorse, rigenerazione urbana e partecipazione civica. La nuova sede diventa così un luogo di riferimento non solo per i militanti, ma anche per chi, pur non appartenendo a un partito, intende discutere e confrontarsi su scelte e politiche per la città.
