Non più un rapinatore solitario, ma due figure che si muovono con la stessa maschera? È questo il dubbio che inizia a farsi strada tra commercianti, clienti e dipendenti delle attività finite nel mirino dei recenti blitz messi a segno ad Alghero, o solo tentati, da un malvivente con la maschera di Dalì, quella resa celebre dalla serie “La casa di carta”.

Un sospetto che non nasce dal nulla, ma dalle testimonianze raccolte sul campo. A colpire è soprattutto un dettaglio fisico: l’uomo entrato in azione domenica sera nel punto vendita Trony, in tuta da ginnastica è apparso più alto rispetto al rapinatore che pochi giorni prima si era presentato in un supermercato della zona.

Clienti e dipendenti che hanno assistito ai blitz parlano di una presenza simile, ma non identica. La stessa percezione che si ha nella visione delle immagini della videosorveglianza, che potrebbe tuttavia essere influenzata dall'angolazione delle riprese. Cambia l’altezza, forse il modo di muoversi, mentre resta invariato l’elemento scenico: quella maschera che sembra diventata una firma. Poi c’è da considerare anche il proliferare degli episodi. Tentativi ravvicinati, incursioni ripetute, una sequenza che ricorda più l’azione organizzata di una coppia che non l’iniziativa estemporanea di un singolo. Un dettaglio che sicuramente non sarà sfuggito nemmeno alle forze dell’ordine sempre più vicine a risolvere il rebus.


 


 

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