Si è concluso ieri a Sassari il processo nei confronti di un uomo di 43 anni di Ittiri per una tentata rapina avvenuta nel 2019 ad Alghero.

Lo scenario dell’episodio finito in tribunale è una casa cittadina davanti a cui arrivano il 43enne la sua compagna, il primo convinto di avere dei crediti nei confronti di uno dei residenti dell’abitazione.

Certo delle sue ragioni, l’uomo suona il campanello e, quando gli apre la porta il padre 61enne del presunto debitore, l’imputato entra senza problemi dirigendosi verso una stanza dove si trovano un computer portatile e una tv. Il suo intento è chiaro: rifarsi di quanto a suo dire di quanto gli è dovuto. Per questo prende il pc dalla scrivania, ma non fa molta strada perché si trova davanti il 61enne.

Tra i due le parole sono ridotte ai minimi termini e il confronto si tramuta subito in azione. Il 61enne, non dando peso al discorso di debiti e crediti, assesta una violenta testata al 43enne, il quale lascia tutto e fugge dal posto, in compagnia dalla fidanzata, senza il dispositivo elettronico e con un occhio nero.

Dopo essersi fatto curare al pronto soccorso di Alghero, il 43enne riceve una denuncia per rapina che, in dibattimento, verrà riqualificata come tentata. In più la sua querela per lesioni, per via dell’occhio pesto, si arena presto perché il 61enne sarà giudicato da una perizia incapace di partecipare al processo. E ieri è arrivata per l’ittirese, difeso dall’avvocato Piero Bertorino, la condanna a un anno di reclusione - pena sospesa - pronunciata dalla giudice Valentina Nuvoli. Il pm era Antonio Piras.

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