Alghero, Bamonti sogna un pontile galleggiante in porto. I Riformatori: «Visione superficiale»
Il consigliere comunale chiede un rinnovamento dell’area portuale per agevolare l’attracco di grandi imbarcazioniPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La presenza del mega yacht Luminance nella rada di Alghero, uno dei più grandi al mondo, offre secondo il consigliere comunale di Noi Riformiamo Alghero, Alberto Bamonti, lo spunto per una riflessione urgente sul futuro della portualità cittadina. «È la dimostrazione che Alghero continua a non disporre di un punto di attracco adeguato per imbarcazioni di grandi dimensioni, navi da crociera di piccola e media stazza e yacht importanti. Una grave lacuna infrastrutturale che da anni penalizza l’economia della città».
Bamonti ricorda come già nel 2021 avesse richiamato l’attenzione sulla necessità di tornare al progetto elaborato dall’urbanista catalano Joan Busquets, che prevedeva la realizzazione di un pontile leggero e galleggiante sul fronte esterno del porto, in prossimità del molo di sopraflutto o del molo di sottoflutto (molo Rizzi). «Una soluzione tecnicamente semplice, sostenibile sotto il profilo ambientale ed economico, e perfettamente coerente con la vocazione turistica di Alghero».
Secondo il consigliere, un’infrastruttura di questo tipo permetterebbe alla città di intercettare subito il traffico nautico e crocieristico oggi costretto a fare scalo altrove, generando ricadute positive su commercio, ristorazione, servizi e indotto locale, senza alterare l’equilibrio del porto storico.
Sulla proposta interviene a stretto giro il coordinamento cittadino dei Riformatori sardi, che contesta la visione del consigliere Bamonti e definisce "superficiale" l’idea che un pontile galleggiante all’esterno del molo possa essere installato in maniera "tecnicamente semplice”. Il progetto richiamato non ha mai affrontato gli studi meteomarini necessari per valutare la reale operatività di un’infrastruttura esposta al moto ondoso del tratto di costa.
Quanto allo yacht in rada, «più che un’occasione mancata, con ogni probabilità ha solo cercato ridosso per una perturbazione». Il vero nodo a giudizio dei Riformatori è l’inutilizzo del molo di sopraflutto, indicato come la principale infrastruttura in grado di dare impulso al settore e non solo.
«Gli accessi dal lungomare Garibaldi risultano inadatti persino al passaggio di carrelli per piccole imbarcazioni. Un limite progettuale mai corretto e che dimostra come la funzionalità del porto sia il tema da affrontare, non la propaganda».
