"Alga a chi?": a Castelsardo in spiaggia per studiare la posidonia oceanica
Durante la giornata verranno distribuiti gratuitamente kit e gadget destinati a cittadini e turistiPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La posidonia oceanica non è sporco ma un elemento naturale essenziale. È questa la premessa dalla quale parte “Alga a chi?”, la giornata di sensibilizzazione programmata a Castelsardo. L’appuntamento è fissato a mercoledì 26 agosto, dalle 9.30 alle 10.30, nella spiaggia Ampurias. L’evento fa parte del Programma regionale di sensibilizzazione ambientale e Ocean literacy 2026-2028. L’amministrazione comunale, guidata dalla sindaca Maria Lucia Tirotto, si è classificata al secondo posto nel bando pubblicato dalla Conservatoria delle coste che finanzia azioni sui comportamenti consapevoli in temadi posidonia.
Durante la giornata verranno distribuiti gratuitamente kit e gadget destinati a cittadini e turisti. All’evento parteciperanno l’ente Parco dell’Asinara, il Crama (Centro recupero animali marini), la Guardia costiera di Porto Torres, il Cvsm e l’associazione Bulli Surf Club.
«Le politiche ambientali e le iniziative di sensibilizzazione – spiega la sindaca Maria Lucia Tirotto – non sono semplici adempimenti ma investimenti diretti sul futuro del nostro territorio. Attraverso progetti concreti come questo trasformiamo l’educazione ambientale in un’opportunità unica per coinvolgere scuole, cittadini e visitatori, ricordando a tutti che la tutela del nostro mare e delle nostre spiagge parte dalle piccole azioni di ogni giorno».
La posidonia è spesso considerata un rifiuto delle spiagge, un accumulo di alghe che tolgono decoro alle coste. In realtà è una importante risorsa che svolge un ruolo cruciale nella tutela dell’ecosistema marino e nella protezione della costa dall’erosione, una barriera contro l’energia delle onde, produce ossigeno, ospita biodiversità.
«La circolare del ministero dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare del 2019, con la legge Salva Mare 60/2022 – sottolinea l’assessore all’Ambiente, Christian Speziga – ribadiscono che in linea generale i materiali spiaggiati vegetali sono considerati rifiuti qualora si manifesti la volontà di disfarsene, oppure sono considerati risorse qualora utilizzati a protezione degli arenili e dei suoi ecosistemi. La rimozione e il trattamento come rifiuto non solo compromette l’integrità dell’habitat costiero, ma risulta anche economicamente molto onerosa. Pertanto, il mantenimento in loco delle banquette è ritenuta la migliore forma di gestione, soprattutto nelle spiagge in forte stato di regressione».
