"Non è una dichiarazione di intenti: la società crede fermamente in questo progetto e nelle sue ricadute positive", sottolinea Stefano Filucchi, responsabile della relazioni esterne della Saras, introducendo la conferenza stampa di presentazione. Due le aree individuate dopo una 'radiografia' del terreno con 700 chilometri lineari di rilievi: una nell'Oristanese, che ha dato il via alla concessione Eleonora, l'altra nel Campidano di Cagliari (permesso Igia). Lo studio più avanzato è quello di Oristano: i dati elaborati hanno evidenziato la presenza di un potenziale accumulo di metano nel sottosuolo di Arborea che, se confermato, potrebbe soddisfare i fabbisogni dell'intera provincia di Oristano - famiglie e imprese - per circa 25 anni. Si stima infatti una produzione tra 1 e 3 miliardi di metri cubi, circa 150 milioni di metri cubi all'anno per più di 20 anni. E si prevedono risparmi per la bolletta energetica delle famiglie e delle attività industriali tra il 25 e il 35% rispetto alle fonti tradizionali di approvvigionamento (gpl, aria propanata, gasolio). Ulteriori vantaggi sono riconducibili ai "diritti di produzione", le cosiddette royalty, riconosciute alla Regione Sardegna in base alla legge regionale 20 del 1959: si parla del 10% proporzionale alla produzione annua, una cifra compresa quindi tra 1 e 3 milioni di euro all'anno per 20 anni, risorse da reinvestire sul territorio. "L'iter autorizzativo per la concessione Eleonara è a buon punto - annuncia ai giornalisti l'ing. Antioco Maria Gregu, responsabile di Sargas, la società appositamente costituita per dare gambe al progetto - Prima di Natale contiamo di avere le autorizzazioni per la realizzazione del pozzo esplorativo a sud dello stagno di S'Ena Arrubia, a circa 5 chilometri dall'abitato di Arborea. Nei successivi 6 mesi si procederà con l'acquisizione di beni e servizi per cominciare la perforazione entro l'estate 2012. Due mesi - spiega l'ing. - serviranno per completare i lavori, si tratta di uno scavo obliquo che avrà una profondità di 2.800 metri, altri due per stabilire se c'è effettivamente il gas. Dal 2013 in poi si potrà quindi partire con la pianificazione della produzione". Nessuna concorrenza al metanodotto Galsi che porterà il gas dall'Algeria all'Italia passando per la Sardegna. "Se troveremo il metano lavoreremo in sinergia - assicura l'ing. Gregu - Pensiamo, per esempio, ai benefici derivanti dall'uso di depositi vicini perché presenti nell'area di produzione di Sargas". "Non siamo i primi a sondare la presenza di idrocarburi in Sardegna - precisa il 'padre' del progetto, il geologo nuorese Giulio Casula - Tre pozzi erano stati perforati nei primi anni Sessanta, ma le limitate tecnologie di allora avevano portato a un nulla di fatto. Dalla metà del 2000 Saras ha ripreso in mano tutta la documentazione alla luce della revisione degli studi scientifici e geologici della Sardegna: oggi possiamo dire con convinzione che nel sottosuolo dell'Isola esistono le condizioni per la presenza di metano".
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