Sanità, Todde respinge le critiche: «La Regione non è ferma, da giugno case e ospedali di comunità tutti operativi»
Intervento della governatrice che risponde alla mozione (bocciata) sulle criticità del sistema d’assistenza territorialePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La politica sanitaria della Giunta non cambierà direzione. Lo ha chiarito la presidente della Regione e assessora ad interim Alessandra Todde nel suo lungo intervento in Consiglio regionale al termine del dibattito sulla mozione (bocciata) presentata dal centrodestra. «La Regione oggi non è ferma. Sta intervenendo sul riordino normativo e sulla gestione complessiva - ha spiegato - sta lavorando sul personale, rafforzando la rete territoriale con Case della Comunità, Ospedali di Comunità e Centrali Operative Territoriali. Ha adottato un Piano per affrontare in modo strutturale il sovraffollamento dei Pronto soccorso».
La presidente ha precisato che «ci sono ancora attese troppo lunghe, territori che si sentono lontani, operatori sanitari che lavorano sotto pressione ogni giorno». Che la crisi del sistema esiste, insomma. Ma «la sanità sarda non è entrata in crisi ieri. Le difficoltà che affrontiamo oggi non nascono negli ultimi anni e non sono il prodotto di una singola stagione politica». Ora, però, «possiamo dire con convinzione e orgoglio che stiamo lavorando con tutte le energie possibili per cambiare ciò che non funziona, migliorando il sistema attuale».
Due i passaggi più significativi: sullo stato dei cantieri e sulla scadenza dei termini di spesa dettati dal Pnrr, sulla gestione delle liste d’attesa. Sul primo fronte: «Abbiamo enormemente accelerato. Infatti, a dicembre 2025 i cantieri delle Case della Comunità sono passati dal 26% al 94% di attivazione, con 47 cantieri avviati su 50. Gli Ospedali di Comunità sono arrivati al 100% con l’avvio di tutti i 13 interventi programmati. Quindi, al 31 maggio 2026, avvieremo l’attività sanitaria in tutte le strutture previste». Sulle liste d’attesa: «Per troppo tempo il monitoraggio delle liste di attesa è stato frammentato, poco uniforme, privo di un vero presidio pubblico e di una lettura unitaria. Noi abbiamo scelto di cambiare metodo anche in questo caso. La Piattaforma Nazionale delle Liste d’Attesa, operativa da gennaio 2025, consente acquisizione e aggiornamento mensile dei dati e garantisce un accesso pubblico. Abbiamo deciso di adottare il sistema nazionale inviando mensilmente i flussi relativi alle liste di attesa garantendo trasparenza e conoscibilità dello stato delle liste di attesa in Sardegna». Inoltre, «abbiamo deciso di governare non solo l’offerta ma anche la domanda di assistenza sanitaria». E ancora, «di lavorare sulla qualità dei Cup (centro unico di prenotazione) attraverso percorsi di formazione degli operatori dedicati, al fine di semplificare l’accesso dei cittadini ai servizi sanitari regionali». E poi, per quanto riguarda la destinazione delle risorse economiche, «la linea che abbiamo seguito è chiara. Usare tutto il sistema disponibile, pubblico e accreditato, per dare risposte più rapide ai cittadini».
Centrodestra insoddisfatto dall’intervento della governatrice. In fase di replica, il primo firmatario della mozione Paolo Truzzu (FdI) ha parlato di cose, quelle elencate da Todde, non fatte ma che si sta cominciando a fare. Quindi, «stiamo partendo due anni dopo, molto in ritardo».
