I sardi rinunciano alle cure per motivi economici e per le liste d’attesa, o si indebitano per curarsi.

Non è una novità, dato che anche nell’ultimo rapporto Gimbe dello scorso ottobre è emerso che l’Isola detiene il record negativo in Italia.

Secondo un’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca mUp Research, nel 2025 sono 400mila i pazienti che, per ragioni economiche o per i tempi d’attesa troppo lunghi, hanno rinunciato a curarsi. Quasi 3 pazienti su 4, inoltre, hanno dovuto fare i conti almeno una volta con il fenomeno delle liste d’attesa chiuse, ovvero situazioni in cui le aziende sanitarie –quando l’agenda è satura – sospendono o bloccano le prenotazioni.

Di fronte a questo scenario, aumenta il ricorso alla sanità privata, cui ha fatto ricorso almeno una volta nel 2025 il 78% dei pazienti, quasi 4 su 5. A un prezzo salato, perché la spesa media per ciascuna prestazione presso una struttura privata è di quasi 185 euro.

Per questo ben 43mila sardi, per potersi curare dilazionando le spese per non appesantire troppo il budget familiare, hanno chiesto un prestito a finanziarie, amici o parenti. Secondo l’osservatorio congiunto Facile.it-Prestiti.it, i prestiti per spese mediche in Sardegna nell’anno appena trascorso hanno rappresentato il 4,3% del totale dei finanziamenti chiesti. La media delle richieste è di 5.776 euro, da restituire in 55 rate con una rata media di 124 euro, che fa 6.820 euro.

L’età media di chi ha chiesto prestiti per fronteggiare le spese mediche è di circa 48 anni, il 47% di chi ha fatto richiesta è donna.

(Unioneonline)

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