Tre sub di Cabras sono stati fermati a bordo della loro imbarcazione: avevano pescato circa 2500 esemplari. Subito dopo è toccato a due pescatori di Simaxis. Tutti e cinque sono stati denunciati dagli uomini della forestale della stazione di Oristano e della base navale del porto industriale oristanese in un servizio di vigilanza e tutela delle risorse marine del Golfo di Oristano, nel litorale compreso tra San Giovanni di Sinis e Su Pallosu.

Il blitz è scattato al termine degli appostamenti notturni nell'area Marina Protetta nelle località tra Funtana Meiga e Turre Seu. I forestali hanno sorpreso tre pescatori subacquei che avevano effettuato il prelievo di circa 2500 esemplari di ricci: A.S e G.C. entrambi di anni 32 e D. M. di anni 36 sono stati identificati e denunciati per la pesca di ricci di mare in un’area in cui vige il divieto assoluto di pesca (Zona B di riserva generale dell’Area Marina Protetta Sinis Mal di ventre). Successivamente, nella stessa area, sono stati denunciati A.S. 40 anni e M.F. 37 anni, di Simaxis. I controlli non sono facili. Pur di portare via la maggior quantità possibile di ricci i pescatori si organizzano anche con complici a terra, con funzione di vedetta: hanno il compito di segnalare alle imbarcazioni a mare, prima dello sbarco del pescato, la presenza dei controlli da parte delle forze dell’ordine.

Nella zona di “Su Pallosu” nel litorale di San Vero Milis, 5 pescatori di ricci provenienti da Narbolia e Cabras, sono stati invece verbalizzati per aver parcheggiato le proprie autovetture e furgoni frigo sulle dune litoranee. I cinque dovranno pagare una sanzione pari a 213 euro ciascuno.

Si è intanto risolta la contrapposizione con i pescatori di ricci provenienti da Cagliari. Una "pace" raggiunta grazie all'opera degli uomini del Corpo forestale, della Digos e dei Carabinieri. I pescatori cagliaritani sono stati convinti ad abbandonare temporaneamente l’utilizzo dello scivolo a mare di Mandriola.
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