Ryanair torna alla carica: «Trecento nuovi aerei ma dove andranno dipende dall'addizionale»
A Cagliari l’incontro organizzato da Salvatore Deidda, deputato di FdI e presidente della commissione Trasporti alla Camera: «Dobbiamo cambiare le regole europee della Continuità»Video di Alessandra Carta
Ryanair torna alla carica: «Abbiamo 300 nuovi aerei, ma decideremo dove allocarli in base alle tasse aeroportuali. Il mercato non è solo italiano ma globale. E l'assenza di addizionale, che in alcuni Paesi è realtà, può fare la differenza».
Rosa Pastena, head of public affairs della compagnia irlandese, lo ha detto chiaro e tondo al convegno sulle criticità del settore – ma anche le prospettive – organizzato a Cagliari da Salvatore Deidda, deputato di FdI e presidente della commissione Trasporti alla Camera. Presenti al meeting pure Volotea e easyJet.
Per Deidda è il momento di «cambiare le regole europee della Continuità aerea perché Bruxelles, a differenza di Corsica e Baleari, ha più residenti e non è nemmeno considerata regione ultraperiferica. Questo si traduce in vincoli più stringenti sull'organizzazione delle rotte e quindi sul diritto alla mobilità». «A Bruxelles - ha proseguito Deidda - stiamo dialogando con il vicepresidente della Commissione, Raffaele Fitto. Non possiamo continuare ad avere condizioni penalizzanti».
Tanto che Giorgio Del Piano, presidente di Confapi Sardegna, ha chiesto di «abbandonare la formula di bando che da decenni viene utilizzata e bisogna anche puntare sul cargo leggero». Una richiesta, questa, che ha trovato riscontro pure nella relazione di Andrea Giuricin, professore aggiunto di Economia dei trasporti all'Università Bicocca di Milano: «Lo schema troppo rigido sull'utilizzo degli aeromobili evidentemente aumenta i costi delle compagnie», creando diseconomie.
Sulla continuità è intervenuto pure il presidente di Enac, Pierluigi Di Palma, che ha ribadito la necessità di «cambiare modello di aiuti alle compagnie senza dare l'esclusiva a un solo vettore e superando l'idea dei tre anni».
