«Bisogna scongiurare il disastro annunciato della fuga di Ryanair dall’isola. Se la compagnia aerea lascerà la Sardegna l’assessora ai Trasporti Barbara Manca e la presidente Todde se ne prenderanno tutte le responsabilità».

Entra a piedi uniti il capogruppo in Consiglio regionale di Fratelli d’Italia Paolo Truzzu, a seguito dei titoli, forse non letti dalla presidente, che annunciano il benservito della compagnia irlandese all’Isola. Truzzu era il proponente della mozione con la quale si sarebbe potuta abolire l’addizionale comunale vista con fastidio dalla compagnia che, in caso di taglio, promette un incremento della sua presenza. Al contrario, se il balzello sarà mantenuto, annuncia la riduzione drastica dei voli da e per l’Isola. «Le parole di Ryanair le abbiamo sentite forti e chiare, per questo abbiamo proposto oltre due anni fa, di abolire l’addizionale comunale per i cittadini sardi, che avrebbe generato oltre 2 milioni di passeggeri aggiuntivi l’anno, una nuova base aerea nel nord Sardegna, oltre 900 posti di lavoro e 4 aeromobili aggiuntivi e nuove rotte internazionale» dichiara Truzzu, «se la nostra proposta è stata bocciata, le motivazioni sono da ricercarsi nelle divisioni interne alla maggioranza, che ancora una volta bloccano lo sviluppo dell’isola». 

Sulla stessa linea il collega di Alleanza Sardegna, Stefano Schirru: «Le dichiarazioni di Ryanair confermano che la Sardegna non può restare fuori dalle politiche di incentivazione del traffico aereo adottate da molte regioni italiane», afferma, «eliminare o compensare le addizionali comunali sui voli è uno strumento utile per aumentare collegamenti e turismo. Regioni come Sicilia e Calabria hanno già scelto questa strada per favorire crescita e investimenti».

Alessandro Sorgia, ora in FdI, aggiunge: «L'ostinazione nel mantenere l'addizionale comunale sui diritti d'imbarco è un suicidio economico che sta tagliando fuori la Sardegna dalle rotte del turismo internazionale. Le parole di Ryanair», sottolinea, «sono un siluro contro l'immobilità di chi ci governa». 

(Unioneonline/E.Fr.)

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