12 maggio 2009 alle 21:14aggiornato il 12 maggio 2009 alle 21:14
Putzu Idi, il vascello fantasmaL'Università: ''Molto cauti nella datazione''
Il vascello fantasma appare nelle mareggiate di scirocco. Riemerge dai fondali di ''Putzu Idu'' e poi, non appena entra il maestrale, scompare inghiottito dalla sabbia bianca e finissima. Ma grazie alla passione di due subacquei oristanesi, ora il relitto sommerso in legno pregiato, con piombo e rame, è stato immortalato in un'ampia documentazione foto video a disposizione della SovrintendenzaLa scoperta dell'imbarcazione risale all'ottobre dello scorso anno. Marco Montanari e Marco Testarella nel corso di alcune immersioni con l'istruttore sub Ivan Lucherini, intercettano prima un grosso argano in legno fortificato da chiavistelli in piombo e rame, e poi individuano un'ampia presenza di fasciame nel raggio di circa 30, 40 metri. Da una prima verifica potrebbe trattarsi di un grosso galeone spagnolo, anche se al momento gli archeologi subacquei dell'Università di Oristano preferiscono essere cauti sulla datazione e sulla tipologia dello scafo. "Da quanto emerge dal fondo possiamo pensare a una grossa imbarcazione di epoca Post medioevale o risalente alla prima Età moderna", spiega l'archeologo docente universitario, Piergiorgio Spanu. Ora la parola passa alla Sovrintendenza.
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