Le piogge degli ultimi giorni hanno fatto salire il livello dell’acqua nel canale di guardia di Pula, con una portata che non si vedeva da molti anni. L’altezza degli argini tiene lontano il rischio di esondazione, ma mette in evidenza la totale trascuratezza degli enti responsabili nella manutenzione dell’alveo.

Il ponte all'ingresso di Pula: una portata d'acqua così non si vedeva da molti anni

Il problema non è rappresentato tanto dalla vegetazione tipica (per esempio le canne, che abbondano alla foce), ma dalla crescita di alberi d’alto fusto. Nel disinteresse generale. Gli interventi sono autorizzati dalla Direzione generale del distretto idrografico della Regione, ma la segnalazione deve partire dal Comune. L’auspicio di molti, in paese, è che in primavera o la prossima estate, con il canale a secco, si possa finalmente intervenire dopo anni e anni. L’altezza degli alberi è la testimonianza migliore di quanto il problema sia stato trascurato.

Con una nota, interviene il sindaco di Pula, Walter Cabasino: «Grazie agli interventi di spondamento degli argini nel centro urbano negli ultimi 15 anni il Rio Pula è sicuro al 100%, senza ombra di dubbio. L’unico problema che abbiamo è la chiusura della foce con mare grosso e venti da sud-est, che è un aspetto indipendente dalla pulizia. Un evento che si sta verificando in questi ultimi anni sia per il cambiamento della direttrice dei venti dominanti e sia per la bassa piovosità. Comunque, qualora si fosse verificato l’evento», aggiunge il sindaco, «noi avevamo un mezzo meccanico pronto per intervenire come è avvenuto nello stagno di Campu Matta a Santa Margherita. Creare questi allarmismi non giova a nessuno. Nel centro abitato l’alveo è largo da 140 metri all’altezza subito dopo il ponte e 110 all’altezza del cimitero per un’altezza degli argini da 6 metri a 4 metri nella parte finale. Quindi ci sembra che, per diventare pericoloso, di acqua ne debba scendere abbastanza». Il sindaco di Pula aggiunhe che «il canale di guardia da un punto di vista idraulico è qualcos’altro. Altro aspetto non trascurabile, il fiume è di competenza della città metropolitana che ne deve garantire la pulizia. Pochi mesi fa abbiamo avuto in incontro alla città metropolitana per rappresentare ai tecnici le problematiche della foce, al quale è seguito anche un sopralluogo congiunto con i tecnici del comune e con l’Amministrazione (presenti il Sindaco, Ass/ri Elisabetta Loi e Stefano Deidda), per la Città Metropolitana il direttore generale ing. Alessandro Sanna, il Dirigente ing. Paolo Mereu e un l’ing. Idraulico). Dalle ultime notizie», fa sapere Cabasino, «il direttore generale mi ha riferito che ha fatto predisporre un progetto che per le complessità autorizzative necessiterà dei suoi tempi. Nell’occasione avevamo anche sollecitato la pulizia dell’alveo. La pulizia è stata inoltre sollecitata anche recentemente, la dirigenza ci ha detto che stavano lavorando a monte in aree valutate più critiche e che poi si sarebbero spostati a Pula».

(Unioneonline)

© Riproduzione riservata