“Sono con il Pdl degli elettori, quelli che non hanno potuto scegliere chi potesse rappresentarli” - dice il senatore candidato alla presidenza della Provincia di Cagliari. “Non mi hanno voluto Scajola e Verdini. Lo stesso Verdini due anni fa mi aveva sostituito da coordinatore regionale del partito dopo che in Sardegna avevamo vinto tutto. Come andrà a finire? Deciderà Berlusconi: io so solo che sono e sarò uno dei massimi dirigenti del Pdl. Ero nel comitato dei cento fondatori, uno dei pochi in Sardegna. E sono stato uno dei 171 che hanno firmato il documento: “basta con le correntì”.

I RETROSCENA. Massidda entra nel dettaglio sui retroscena della candidatura col simbolo Pdl. “I sondaggi che il Pdl ha sempre considerato importanti per le sue scelte - argomenta il senatore - dicevano che, dopo il passo indietro del sindaco Floris, c'ero io. Ed ero pronto a dimettermi da senatore, una delle cariche più ambite. Ci avrei rimesso anche economicamente: 70 mila euro all'anno. Un passo che pochi altri politici avrebbero fatto. Forte del fatto che per me una stretta di mano vale molto più di un contratto. Ho chiesto a Salvatore Cicu: perché non ti candidi tu? Chiedo a Mariano Delogu: perché non ti sei candidato? Da Roma mi hanno offerto anche la carica di sottosegretario alla Sanità, sapevano che ci tenevo molto. Ma ho dovuto dire di no, non potevo più tradire chi mi stava seguendo”.
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