La vegetazione presente sul letto del fiume non rappresenta più un problema, ma per rendere sicuro una volta per tutte il rio Pula serviranno importanti risorse per ridisegnare la foce. Giungono al termine i lavori di pulizia del corso d’acqua che attraversa il paese, gli interventi portati avanti dalla Città metropolitana hanno permesso di eliminare gli alberi presenti dal tratto che va dal ponte sino a valle, un’opera importante, che però non scongiura il rischio esondazione sul tratto finale. Il sindaco, Walter Cabasino, plaude alla pulizia del fiume e ricorda i problemi della foce: “A Pula, rispetto ad altri paesi, gli interventi sono iniziati molto dopo perché lungo l’intero tratto non esiste una minaccia di esondazione. Il fiume è largo circa cinquanta metri ha un alveo molto più basso del piano stradale e può contare su argini artificiali in alcuni punti alti anche sette metri dal letto, si capisce dunque come rispetto ad altri paesi a rischio alluvione l’eradicazione della vegetazione non fosse così urgente”.

A Pula, il vero problema è la foce: quando la portata del fiume è troppo bassa, non possiede la forza necessaria per vincere la spinta del mare, così l’ultimo tratto del rio Pula finisce per esondare e allagare le abitazioni della zona. “Le scarse precipitazioni e i venti provenienti da sud-est, insieme all’azione del mare, impediscono al fiume di sfociare come dovrebbe, e hanno prodotto una deviazione di oltre cento metri – dice Cabasino -, un nuovo canale che crea parecchi disagi nel retrospiaggia. Per risolvere una volta per tutte questo problema abbiamo un progetto, per poterlo realizzare abbiamo chiesto un finanziamento alla Regione”. Elisabetta Loi, vice sindaca e assessora ai Lavori pubblici, ricorda i problemi causati della foce del rio Pula, e i problemi causati a chi vive in quella zona: “Uragano Harry a parte, è già capitato che dovessimo far evacuare le abitazioni di quella zona perché il fiume stava entrando nelle case, in un’occasione sono intervenuti anche i vigili del fuoco. Occorrono interventi strutturali, ogni manovra è risultata un palliativo: tempo fa, ottenuta l’autorizzazione, avevamo anche provato ad aprire la foce con le ruspe, ma il varco si era chiuso da solo poco dopo. Questa situazione va avanti da diversi anni, con un progetto più incisivo dovremmo risolvere il problema una volta per tutte e cancellare ogni rischio allagamento per le abitazioni”.

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