La natura sta facendo il suo corso. Il 19 e il 20 gennaio scorso, il ciclone che aveva investito la Sardegna senza risparmiare neppure la spiaggia di Genn'e Mari a Torre delle Stelle. La natura sta ora facendo il suo corso riformando la stessa spiaggia che, con le mareggiata, aveva orribilmente ferito. Lo sta facendo riportando la sabbia e quindi ricostituendo almeno in parte quella che è considerata una delle più belle spiagge della costa sud orientale. Oggi,  tanti i curiosi a immortalare il graditissimo fenomeno della natura.

«Mentre la spiaggia di Cannesisa- si legge in una nota dell’associazione Torre delle Stelle- non ha subito particolare alterazioni morfologiche, parzialmente riparata com’è dal promontorio di Su Fenugu, su quella di Genn’e Mari si è scaricata una quantità di energia cinetica talmente elevata da spazzare via uno strato di sabbia profondo almeno un metro e mezzo per una lunghezza di 150 metri, con il risultato di trasformare l’intero settore est in una distesa di sassi. Il colpo d’occhio non è affatto piacevole ma l’esperienza insegna che tra qualche mese quello stesso moto ondoso (quando proverrà dai quadranti occidentali) rimetterà, almeno parzialmente, le cose a posto».

Negli anni, l'associazione si è creata una  documentazione fotografica. «Nell’estate del 2023 - si legge ancora nella nota dell'associazione, la spiaggia aveva raggiunto la massima estensione degli ultimi 15-20 anni, dopo stagioni di pesante erosione. Probabilmente, per tornare ai livelli della scorsa estate, o comunque a un’ampia superficie sabbiosa nel lato est della spiaggia di Genn'e Mari, occorrerà qualche anno. Vedremo».

Ma intanto il mare ha già iniziato la sua opera di ricostruzione. «Frequento questa spiaggia da 50 anni – dice Andrea Delpin, pensionato, ex presidente della Figc regionale: non è la prima volta che assisto a questo fenomeno di distruzione e di ricostruzione. Un fenomeno avviato da fine gennaio col riversamento dal mare di una notevole quantità di sabbia. La cicatrice c'è ancora. Non so quanto tempo servirà alla ricostruzione di questo meraviglioso sito. Bisogna solo aspettare».

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