Strade chiuse e carcere blindato: trasferiti a Uta cento capimafia al 41 bis
Scatta l'allarme in Sardegna tra paura di infiltrazioni malavitose ed emergenza sovraffollamentoVideo di Massimiliano Rais
Nel carcere di Uta sono arrivati 80 capimafia sottoposti al regime del 41 bis. Hanno raggiunto l'Isola a bordo di quattro aerei della Guardia di Finanza partiti dall'aeroporto di Pomezia e sono atterrati, in due fasi, nello scalo militare di Decimomannu.
Il primo gruppo è arrivato poco dopo le 8.30, il secondo alle 14. E nel pomeriggio arriveranno altri 20, per un totale di cento.
Un trasferimento annunciato dal giornalista Mauro Pili sui suoi profili social. I boss sono stati trasferiti nella struttura di Uta con un apparato di sicurezza imponente. In campo polizia, carabinieri, polizia penitenziaria, guardia di finanza. In volo un elicottero. Blindatissima l'area attorno al carcere. Le strade adiacenti, al passaggio degli autobus che trasportavano i detenuti, sono state chiuse.
Presidiato per diverse ore il varco principale del penitenziario. Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha inaugurato, nello scorso mese di luglio, la nuova sezione detentiva per il il 41 bis. L'iter è stato avviato. Ora cresce la preoccupazione nell'Isola.
C'è il timore di infiltrazioni mafiose nel cagliaritano e occorre tenere conto, come denunciato oggi dall'associazione socialismo diritti riforme, dell'emergenza legata al sovraffollamento del carcere di Uta che ospita 748 detenuti per 561 posti regolamentari.
