"L'Arca delle Pietre Eloquenti" è il titolo della collezione di Dario Loddo, pensionato di Seulo, unica nel suo genere. Un catalogo di straordinarie sculture create sapientemente dagli elementi naturali, nel volgere di milioni di anni, sui tacchi calcarei di Seulo, che Dario Loddo ha messo insieme nell'arco di quarant'anni. Una passione fatta di meraviglia, dedizione e spirito di scoperta nata per caso, durante una camminata in montagna, quando Dario Loddo, pose lo sguardo su un frammento calcareo con una forma precisa, antropomorfa o zoomorfa che inevitabilmente suscitò ammirazione e stupore per la forza della natura capace di simili,  bizzarre magie. La tentazione poi, di indagare se la magia del primo ritrovamento si potesse replicare, con l'abracadabra dell'attenzione, fu determinante e allora i ritrovamenti si sono succeduti innumerevoli dando vita a 'L'Arca delle Pietre Eloquenti', capace di emozionare profondamente i suoi fruitori. 

Tutte le sculture della collezione sono naturali, create del vento e dell'acqua, eccetto una: "Il Gheppio". Come racconta Loddo:-" Il Gheppio"- è stato creato dal morso di un escavatore che tracciava una strada vicinale, dall'auto avevo notato una pietra dalla forma insolita, fermandomi a raccoglierla, secondo me la forma era quella di un passerotto. Un povero passerotto, appena creato da uno scultore improvvisato dalla mano pesante eppure capace di dare alla luce un'opera d'arte unica. La scultura dunque ha preso posto nell'Arca come un passerotto fino al giorno in cui un visitatore osservandola attentamente, notando la sua coda lunga e il profilo fiero, ha esclamato “ma è un gheppio!”. Da quel giorno la pietra ha smesso di pigolare per diventare un predatore dell'aria».

L'allestimento ospitato in un'abitazione privata, segue un percorso ad anello, ispirato all'Arte Povera, in cui legno di recupero e pietra dialogano in un'atmosfera sospesa nel tempo.
La collezione Loddo, mira a diventare parte integrante del turismo esperienziale del centro dell'Isola, proponendo un viaggio unico nella pareidolia territoriale e nel mistero delle forme geologiche. Fulcro dell'esposizione la sezione del "Santuario delle rivelazioni" in cui la pietra trascende la geologia. Qui l'occhio del curatore ha riconosciuto le forme tipiche della civiltà nuragica: Dee Madri e Sacerdotesse in preghiera, fino a una rarissima Madonna con Bambino di straordinaria forza espressiva. La collezione potrà essere visitata il 18 e 19 aprile durante la manifestazione che a Seulo in primavera celebra la forza, tenacia e bellezza della natura rappresentata dalla peonia selvatica: S'orrosa 'e padenti". 

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