Settimo San Pietro: i tesori della parrocchia in mostra tra fede, storia e arte
Statue e oggetti del passato hanno affascinato i numerosi visitatoriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
L’occasione è arrivata, quasi casualmente, col Festival della Malvasia. E col gruppo parrocchiale che ha deciso, come tante altre associazioni di Settimo San Pietro, di fare la propria parte durante lo stesso annuale appuntamento per recuperare e promuovere le cose belle del paese.
Così il gruppo della parrocchia ha deciso di far conoscere i gioielli della chiesa, custoditi da anni nello “scrigno” dietro l’altare e di trasferire tutto nel vicino oratorio. Così è nata la “Mostra del patrimonio storico-artistico della parrocchia" con la creazione di un percorso tra fede, storia e arte. Con l’esposizione di statue antiche, stendardi storici, oggetti liturgici e altre creazioni preziose della tradizione parrocchiale. Una occasione straordinaria per riportare lo scrigno alla luce del sole.
Il parroco, don Marco Puddu ed una decina di parrocchiani, si sono dati subito da fare, liberando dai cartoni statue ed altri oggetti del passato lontano, trasferendo tutto nel vicino oratorio di Piazza Chiesa ed allestendo la mostra di due giorni, quella di sabato e domenica scorsa, che ha ottenuto un bel “dieci e lode” dai visitatori, semplicemente incantati da tanto splendore.
Molto apprezzate le statue di Sant’Efisio Martire e di Santa Lucia, del 17esimo e del 15esimo secolo. Quella di Sant’Efisio è stata restaurata 15 anni fa dalla stessa parrocchia, allora guidata da monsignor Massimo Noli, la statua di Santa Lucia del 15esimo secolo, ospitata sino fine anni Cinquanta nella sua chiesetta, allora campestre ( a fianco dell’attuale farmacia), demolita per fare spazio alla nuova strada per Sinnai. E, ancora, le statue di San Francesco di Paola, Santa Mariedda, Sant’Antonio Abate, le diverse opere della scuola dell’arte dell’antica “Bottega sarda”. In esposizione anche vecchissimi stendardi, il baldacchino, oggetti liturgici ed altre preziose creazioni che raccontano le tradizioni della chiesa locale. E, poi ancora, abiti talari, l’urna del Corpus Domini, e le donazioni in tempi lontani delle famiglie alla chiesa.
«Una splendida esperienza -dice il parroco don Marco Puddu – : tra i visitatori, non è mancato chi ha riconosciuto doni alla chiesa, ricollegabili alla propria famiglia. Per tanti settimesi è stata una bella sorpresa, tra i ricordi del passato. Pensiamo a riproporre la mostra che ha ottenuto davvero tanti consensi, fra chi ricordava questi tesori e chi li ha visti per la prima volta. Ricordo che alcune di queste statue sono state comunque già riutilizzate in recenti occasioni religiose. Appena possibile la mostra sarà riproposta».
