Se ne parla da tempo ma il collegamento fra Sestu, Cagliari e hinterland continua ad essere affidato solo all'Arst. Il sogno è quello di poter disporre anche dei mezzi del CTM. Lo sognano i pendolari, lo sognano e lo sollecitano aziende e imprese che operano nel territorio. Come una società che da oltre dieci anni gestisce a Sestu una scuola per l'insegnamento dell'Inglese con docenti madrelingua qualificati provenienti da tutto il mondo. Persone che scelgono la Sardegna per insegnare, condividere la propria cultura e contribuire alla crescita di chi frequenta che hanno trovato nella scuola di Sestu, nel corso degli anni, un punto di riferimento per studiare l’inglese in un ambiente internazionale e multiculturale.

<Oggi, però- dicono Glenn Bryan e Simona Puzzoni della scuola "I speak English Sestu"- ci troviamo a denunciare una situazione che non riguarda soltanto il nostro caso , ma migliaia di cittadini sestesi: il progressivo isolamento di Sestu dovuto a un sistema di trasporto pubblico ormai inadeguato.

Quando un docente sceglie di vivere a Sestu per lavorare nella nostra scuola, scopre presto che,  non possedendo un'auto, la sua libertà di movimento è praticamente azzerata. Dovrà quindi rinunciare completamente alla parte culturale/sociale dell’esperienza, perché non potrà andare al cinema, a teatro, in un museo, a cena fuori, in quanto dovrà rientrare a Sestu con l’ultimo autobus Arst disponibile, che parte da Piazza Matteotti alle ore 21:20. La situazione è ancora più critica la domenica, quando sono disponibili appena cinque corse nell'intera giornata per raggiungere Cagliari: una frequenza media di un autobus ogni due ore e mezza, con ultima partenza dal capoluogo verso Sestu alle 20:42. Questa situazione- dicono Glenn Bryan e Simona Puzzoni- rende ogni anno più complicato reclutare docenti qualificati. Ma il problema va ben oltre la nostra attività.

È inaccettabile che i nostri giovani non possano frequentare con facilità e autonomia il capoluogo per partecipare a eventi culturali, formativi o semplicemente per vivere la città, vedendosi costretti a limitare le uscite e le frequentazioni solo all’interno della cittadina di Sestu.

È inaccettabile che un lavoratore non automunito debba rinunciare a un lavoro alla corte del sole, distante appena 3,5 chilometri, perché non esiste un collegamento pubblico adeguato.

È inaccettabile che chi vive a Sestu non possa svolgere un lavoro serale a Cagliari — nella ristorazione, nei cinema, nei teatri, nei musei o in qualsiasi altra attività — perché sarebbe costretto a rientrare a casa poco dopo le 21.

È altrettanto inaccettabile che un anziano, una persona con disabilità o chiunque si trovi in una condizione di fragilità non possa raggiungere con facilità un ospedale o un ambulatorio specialistico perché i collegamenti con il capoluogo sono insufficienti o con orari incompatibili. L'accesso al lavoro, alla sanità, alla cultura e alla vita sociale non può dipendere da un proprio mezzo di trasporto o dall'aiuto di familiari e conoscenti. Potersi muovere agevolmente dal proprio paese verso il capoluogo e le zone limitrofe deve essere un diitto di tutti, non un privilegio di pochi. Chiediamo solo di poterci muovere liberamente>.

Da qui, l'appello all'Amministrazione comunale, alla Regione, ad ARST e CTM: <è il momento di affrontare concretamente questo problema, non è più possibile tergiversare e temporeggiare. Il collegamento col Ctm, non può restare un sogno. E' una necessità>. 

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