Sarroch, le piogge incessanti e la burocrazia fanno crollare sa Batteria
La comunità perde un pezzo della propria storia: il Comune scarica la colpa su Regione e demanioPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Quello che non erano riusciti a fare i raid degli Alleati durante la Seconda guerra mondiale hanno potuto l’incuria e la burocrazia: l’ex stazione di Punta Zavorra, per tutti semplicemente “Batteria”, dopo il crollo dello scorso pomeriggio non esiste più. Le piogge insistenti dell’ultimo mese, ma anche il pericoloso gioco di sottrarre un po’ alla volta i pezzi di una struttura già fortemente compromessa, hanno cancellato uno dei simboli identitari di Sarroch.
Con il crollo dell’avamposto militare che si affaccia sul litorale di Sa Punta scompare un pezzo importante della storia recente del paese. Il sindaco, Angelo Dessì, racconta i passi compiuti dall’amministrazione comunale negli ultimi quattro anni per entrare in possesso della piccola stazione di avvistamento: «La struttura, di proprietà del demanio, non è mai stata nella disponibilità formale del Comune. Sin dall’inizio del mandato abbiamo più volte manifestato alla Regione la volontà di valorizzare Batteria attraverso un recupero funzionale, riconoscendone il valore storico, identitario e simbolico per la comunità.
Per questo motivo avevamo chiesto di poter entrare in possesso sia di Batteria che del capannone agricolo di Santa Barbara, entrambi beni demaniali. La precedente Giunta regionale non ha mai deliberato in merito alla cessione, abbiamo ripresentato la richiesta a quella attuale, e alla fine del 2025 è stata approvata la delibera che esprimeva l’intenzione di procedere alla cessione di Batteria al Comune, che purtroppo non si è potuta concretizzare. Ora è necessario capire come poter intervenire, e se sia possibile rimettere in piedi la struttura».
Rammarico per la fine ingloriosa di Batteria anche tra i banchi della minoranza: Mirko Spiga, capogruppo di “Noi per Sarroch”, cita un esempio di ricostruzione da zero di un altro bene identitario del paese, la chiesetta di San Giorgio: «L’importante, ora, è acquisire l’area, poi si deciderà cosa fare. Il crollo di Batteria è una brutta notizia per tutti i sarrochesi, scompare un pezzo identitario del nostro paese. Per quanto è accaduto ognuno si deve assumere le proprie responsabilità: la speranza è che sia da monito affinché non capiti anche ad altri beni di Sarroch».
Massimiliano Salis, capogruppo di “Sarroch al centro Progressisti”, punta il dito sulla Regione: «Credo che bisognerebbe agevolare i Comuni intenzionati a valorizzare i beni demaniali come Batteria, la speranza è che dopo questo crollo si possa comunque portare avanti un progetto. Si è sfiorata la tragedia, non oso immaginare cosa sarebbe accaduto se ci fossero stati dei ragazzini all’interno».
