Nuovo focolaio di dermatite nodulare contagiosa dei bovini nel Sud Sardegna. Stavolta a essere colpito è un allevamento di Ballao.

Si tratta del quarto focolaio confermato dall'Istituto zooprofilattico Sperimentale dell'Abruzzo, centro di riferimento italiano, dopo quelli scoperti a Muravera (2, uno di questi non più conteggiato), nella parte sud-orientale dell'Isola, e nella vicina Villaputzu, sempre nel Sarrabus.

Le analisi chimiche risalgono alla giornata di ieri.

Attualmente, sempre secondo il bollettino epidemiologico nazionale veterinario, complessivamente i capi malati sono finora 6, 2 quelli morti, mentre per effetto della normativa Ue, ne sono stati abbattuti finora 179.

Questo ultimo caso segnerà dunque la partecipazione dei buoi che trainano il cocchio e gli altri carri addobbati per la 370esima Festa di Sant'Efisio a Cagliari dell'1 maggio.

Oggi la presentazione dell'evento: il viaggio del simulacro del Santo dalla chiesa di Stampace è previsto su una portantina che viaggerà sulle spalle dei confratelli custodi del rito, che si daranno il cambio fino all’ex semoleria di viale La Playa. Qui poi il trasferimento su un mezzo ancora da individuare.

La decisione nel rispetto delle restrizioni dovute alla quarantena e quindi alla movimentazione tra territori in un'area di circa 50 chilometri in linea d'aria – e sono 45 quelli che separano Ballao e Cagliari – dall'allevamento cluster. 

Tra le difficoltà, però, anche qualche buona notizia: da Capoterra a Nora (Pula) i buoi potranno essere utilizzati sia per il cocchio del Santo che per i carri, le “traccas”, perché al di fuori della zona di restrizione.

«Non ci hanno fermato le bombe nel '43, le alluvioni e il Covid. Non ci fermerà neppure la dermatite bovina», le parole del presidente dell'arciconfraternita del Gonfalone Andrea Loi.

(Unioneonline)

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