Quartucciu, l’ex gruppo di opposizione: «Il progetto del sindaco Pisu non è mai stato il nostro»
Duro documento dopo il commissariamento del ComunePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A una settimana dalla caduta del Consiglio comunale, il Municipio di Quartucciu è passato sotto la guida del Commissario straordinario Siro Podda (70 anni), nominato dalla Giunta regionale. Di grande esperienza, ha lavorato come segretario in diversi Comuni sardi prima della pensione, ha già ricoperto lo stesso incarico a Soleminis nel 2024.
Nel mentre, il clima politico è già caldissimo, con l’ex gruppo di opposizione che torna ad attaccare Pietro Pisu. La critica principale riguarda il metodo di governo, che fa eco alle parole di Damiano Paolucci di qualche giorno fa. «Quello del sindaco Pisu non è mai stato il nostro progetto. In questi anni abbiamo denunciato una gestione accentratrice, priva di confronto democratico, con un Consiglio comunale progressivamente svuotato del proprio ruolo: sedute al mattino, commissioni mai istituite nonostante una specifica mozione e nessun dibattito sulle scelte strategiche, dalle opere pubbliche alla sicurezza e all’urbanistica», spiegano Michela Vacca, Giovanni Meloni, Efisio Perra, Paola Cocco e Franco Paderi che, insieme ai quattro dimissionari della maggioranza, hanno determinato lo scioglimento del Consiglio comunale lo scorso 23 ottobre.
Durissimo il giudizio sulla gestione amministrativa. «Il bilancio è lontano dall’immagine di buona gestione rivendicata da Pisu: aumenti della Tari, addizionale comunale, Imu e imposte sulla pubblicità, rincari per l’occupazione del suolo pubblico, tassa sui passi carrabili, recuperi retroattivi dell’Imu, privatizzazione degli impianti sportivi e opere pubbliche senza coinvolgimento dei cittadini, che hanno trasformato Quartucciu in un cantiere perenne. Ancora peggio i urbanistici e il fallimento del servizio di bus a chiamata destinato ai borghi». Sul progetto Quartucciu Bess, la minoranza rileva una scelta in controtendenza rispetto agli altri Comuni sardi. «In totale controtendenza rispetto al resto dell’Isola, dove i Comuni si mobilitano contro la speculazione energetica, a Quartucciu si è scelto di realizzare il progetto nell’agro e gli atti di indirizzi favorevoli all’ampliamento volumetrico del centro commerciale Le Vele. Scelte che sollevano interrogativi sulla tutela del paesaggio e sul futuro del commercio di vicinato». S
ul Piano di risanamento urbanistico, per l’ex minoranza, rimangono irrisolte le questioni relative a costi, espropri, sostenibilità economica e opere di urbanizzazione, ancora non avviate. Nel mirino dell’opposizione finisce anche la programmazione degli interventi pubblici. «Sul Puc non sono bastati cinque anni per produrre risultati. In dieci anni è mancata una visione strategica capace di imprimere una svolta alla città», sostengono gli ex consiglieri di minoranza.
Tra i progetti contestati figura la nuova scuola finanziata con fondi Pnrr, sulla quale vengono sollevati interrogativi in relazione all’andamento demografico, ai futuri costi di gestione e alla localizzazione dell’edificio tra due antenne di telefonia mobile.
Critiche anche per il dietrofront sul campo da calcio in erba. «Per il campo da calcio sono stati investiti 1 milione di euro, oltre a 5 milioni per il palazzo comunale. Molte delle opere realizzate erano già state programmate dalle amministrazioni precedenti. Mentre il centro storico, escluso dalle politiche di rilancio, continua a morire giorno dopo giorno», sottolineano gli esponenti dell’opposizione.
Secondo l’opposizione, le riduzioni dell’Imu, gli interventi per la sicurezza, i ristori ai commercianti e i sostegni alle famiglie evocati dall’ex primo cittadino non figuravano all’ordine del giorno del Consiglio comunale. «Per novembre era prevista una variazione di bilancio, non un pacchetto di interventi già definiti e finanziati. Le risorse pubbliche non possono diventare strumenti di propaganda elettorale dell’ex sindaco», precisano gli ex consiglieri. Secondo la minoranza, la rottura interna alla maggioranza di Pisu ripropone uno schema già visto cinque anni fa: «Allora furono isolati cinque consiglieri e il vicesindaco, oggi tre consiglieri e la vicesindaca. Segno che emergono ancora divisioni profonde e un metodo politico privo di condivisione, lealtà e rispetto, prima ancora che verso gli alleati, verso le persone».
