A Quartucciu, dopo la caduta dell’amministrazione guidata da Pietro Pisu, si accende il dibattito politico in vista delle elezioni della primavera 2027. Con l’arrivo del Commissario straordinario e la decisione del sindaco uscente di ricandidarsi, a intervenire duramente è Damiano Paolucci, già avversario di Pisu nelle ultime due campagne elettorali. «La fine anticipata di questa consiliatura certifica in modo definitivo il fallimento politico e personale di un sindaco che ha governato pensando unicamente all’apparenza», commenta Paolucci.

«Le dimissioni contestuali della maggioranza dei consiglieri comunali non sono solo un atto istituzionale, ma la logica conclusione di un percorso guidato dall’isolamento e dall’arroganza. Come opposizione abbiamo denunciato questo stallo giorno dopo giorno. Oggi la realtà dei fatti emerge in tutta la sua gravità». Secondo l’ex candidato sindaco, i pochi risultati ottenuti nei nove anni di amministrazione sarebbero soprattutto merito di chi ha affiancato Pisu nel governo cittadino. «Dietro la propaganda e la facciata, i pochi risultati ottenuti in questi 9 anni non sono certo farina del sacco del primo cittadino. In entrambe le consiliature, chi ha davvero tolto “le castagne dal fuoco” e mandato avanti la macchina amministrativa è stato qualcun altro. Nella prima consiliatura, a tirare la baracca è stato l’allora vicesindaco (il compianto Tonino Meloni) che, dopo essere stato il primo proponente della candidatura del sindaco, si è visto escludere a soli due mesi dalle elezioni, in un amaro paradosso di riconoscenza politica. Nella seconda consiliatura la storia si è ripetuta con la vicesindaca, che avrebbe subito analogo destino», sostiene Paolucci, con riferimento alla vicesindaca Elisabetta Contini.

Le critiche si concentrano anche sulla gestione economica e urbanistica del paese. Paolucci denuncia una pressione fiscale crescente, con «una TARI praticamente raddoppiata e l’introduzione di ulteriori tributi, come la tassa sui passi carrabili, a fronte di servizi carenti. Aggiungo l’immobilismo del Piano di Risanamento Urbanistico, il mancato adeguamento del PUC al PPR che è rimasto un miraggio, lo stato di abbandono del centro storico e le carenze del trasporto pubblico. Non c’è stata alcuna nuova programmazione: ci si è limitati a portare a compimento vecchie progettualità ereditate dal passato», afferma Paolucci, attribuendo ai funzionari e agli uffici comunali il merito di aver sbloccato gli interventi realizzati.

«Il vero limite di questo sindaco di facciata è stato il metodo autoritario e il totale disprezzo delle regole democratiche, della trasparenza e della partecipazione. La mancata istituzione delle commissioni consiliari ne è la prova lampante. Oltre alla convocazione strategica dei Consigli comunali di mattina», sostiene. Secondo Paolucci, il confronto politico sarebbe stato progressivamente svuotato, riducendo il ruolo dei consiglieri di maggioranza alla semplice ratifica delle decisioni del sindaco. Lo sguardo, infine, è rivolto al futuro della città e alla prossima tornata elettorale. «Oggi si chiude una pagina buia per Quartucciu, ma si apre l’opportunità di un riscatto per mettere fine a una politica di facciata. Quartucciu merita una guida all’altezza della sua comunità», conclude Paolucci che però non scioglie ancora le riserve sul suo futuro.

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