Un programma dedicato ai bambini dei campi profughi palestinesi, orientato allo sviluppo generale dell'infanzia e al miglioramento dell’istruzione. ‘Scuola Alternativa 2.0’ è il progetto messo in campo dall’Associazione Sardegna Palestina con il partner libanese Nuwat.

Si avvale del sostegno della Regione ed è realizzato in collaborazione con il Comune di Quartu, che ha coinvolto diversi istituti scolastici cittadini. Il 26 gennaio sono previsti un incontro per raccontare questi mesi di progetto e un concerto di beneficenza per raccogliere fondi destinati a quei bimbi in difficoltà.

Scuola Alternativa 2.0 è stato realizzato in continuità con ‘Istruzione contro povertà’, primo progetto realizzato tra il 2021 e il 2022, e ‘Scuola Alternativa’, datato 2024. Fa quindi parte di un programma educativo pluriennale che interessa i campi profughi del Libano e che si estende a tutti i rifugiati presenti nei campi. Scuola Alternativa 2.0 interessa in particolare i bambini dei campi profughi palestinesi, mirando allo sviluppo generale dell'infanzia e al miglioramento dell’istruzione.

L’obiettivo generale è quindi contribuire alla protezione dei diritti dei minori rifugiati in Libano, migliorando l’offerta formativa, gli ambienti scolastici, familiari e comunitari che influenzano la salute psicologica dei bambini dei campi profughi di Beddawi, Ein El Hilwe e Burj el Barajni.

I servizi educativi presenti nella comunità vengono rafforzati per offrire un’istruzione inclusiva e alternativa e percorsi psicosociali e di protezione, mentre i minori con svantaggio scolastico ed economico, le loro famiglie e le comunità di riferimento sono coinvolti in processi partecipativi di sensibilizzazione ai diritti del fanciullo.

Il programma di promozione e divulgazione del progetto ha usufruito della collaborazione dell’Assessorato alla Pubblica Istruzione del Comune di Quartu Sant’Elena. Diverse le scuole di Quartu coinvolte, con la partecipazione di tantissimi bambini tra i 6 e i 13 anni in attività guidate da un mediatore culturale. Il programma, centrato su diritti umani, educazione alla pace e dialogo interculturale, è stato realizzato con incontri nei plessi interessati ma anche con collegamenti online tra Sardegna e Libano, mettendo così in comunicazione bambini della stessa età degli istituti comprensivi locali e dei campi profughi toccati dal progetto.

Un percorso che permette quindi di rafforzare ulteriormente quel ponte fra scuole, o ancora meglio fra giovani, avviato coi precedenti progetti educativo di cooperazione internazionale, e finalizzati alla conoscenza dei principi fondamentali dei diritti dell’infanzia e delle condizioni avverse in cui versano i bambini di altre sponde del nostro stesso Mediterraneo, educando quindi i nostri ragazzi alla condivisione e alla solidarietà internazionale.

I risultati del progetto saranno presentati lunedì alle 11 presso il centro aggregativo intergenerazionale Spazio Michelangelo Pira, in via Brigata Sassari angolo via Cagliari, a Quartu. Saranno presenti i responsabili dell’associazione Sardegna Palestina e l’Assessora alla Pubblica Istruzione di Quartu Sant’Elena Cinzia Carta. “Abbiamo sostenuto questo progetto perché crediamo sia importante offrire ai nostri studenti occasioni di confronto e di crescita, aiutandoli a conoscere realtà diverse dalla loro e a sviluppare sensibilità, rispetto e attenzione verso gli altri” - commenta l’esponente della Giunta Milia -. Il dialogo e lo scambio con i bambini e i ragazzi dei campi profughi rappresentano un’esperienza educativa significativa, capace di arricchire il percorso formativo delle nostre scuole e di rafforzare valori fondamentali come la solidarietà e la pace”.

"Siamo appena tornati dalla missione di monitoraggio nei campi profughi in Libano - spiega Mariangela Pedditzi dell'Associazione Amicizia Sardegna Palestina -. Abbiamo parlato dei risultati di progetto, il miglioramento dell'istruzione nei bambini a rischio di dispersione scolastica o che hanno abbandonato la scuola. É stata importante la partecipazione delle famiglie e la collaborazione di altre parti interessate che hanno contribuito a realizzare una comunità educante, con acquisizione della consapevolezza che la crescita sociale deriva dal livello di istruzione delle nuove generazioni".

Nella stessa giornata in programma anche un concerto di beneficenza, che si terrà alle 19 presso il Teatro Sacro Cuore, in piazza Sacro Cuore. Il concerto ‘A una sola voce’, con il coro ‘Note in toga’ diretto da Lorenzo Zonca, con Simone Floris al clarinetto e Alessandra Atzori alla voce, prevede un repertorio musicale dagli anni '30 ai giorni nostri.

Quartu Sant’Elena, 24 gennaio 2026.

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