Quartu ricorda le vittime delle foibe
L’appuntamento in piazza del Donatore con una delegazione istituzionale e gli alunni delle scuolePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Si è svolto stamattina il tradizionale appuntamento in piazza del Donatore per ricordare coloro che persero la vita nelle foibe. Una delegazione istituzionale, guidata dal sindaco Graziano Milia, si è ritrovata davanti alla lastra ubicata sotto uno degli alberi dell’area verde della Piazza che ricorda quel terribile evento. «Come amministrazione comunale - ha detto la presidente del Consiglio comunale Rita Murgioni – rinnoviamo in questa giornata l'impegno a contrastare ogni forma di odio e di violenza, nella consapevolezza che solo attraverso la conoscenza e il dialogo è possibile costruire un futuro fondato sulla giustizia e sulla riconciliazione».
Ha poi fatto seguito un contributo degli studenti quartesi. Hanno infatti partecipato la scuola Porcu-Satta, con la 2^D e la 3^D del corso musicale di via Turati, e l’istituto Primo Levi, con le classi 2^AE, 2^BE e 3^A, che hanno voluto ricordare quanto occorso in quel territorio un tempo italiano. Niente musica - causa pioggia -, ma letture, poesie scritte di proprio pugno, disegni. Un messaggio forte e chiaro, in primis verso le nuove generazioni, volto a sottolineare l’importanza del ricordo e dell’impegno collettivo.
«Anche quest’anno abbiamo invitato alla partecipazione gli studenti delle nostre scuole, ed è emersa ancora una volta la sensibilità e la disponibilità di dirigenti scolastici e docenti – ha spiegato l’Assessora alla Pubblica Istruzione Cinzia Carta -. È importante coinvolgere la comunità scolastica, le nuove generazioni, perché rappresentano il futuro della nostra città e hanno anche loro un ruolo fondamentale nella costruzione di una società migliore. Il loro contributo, con i lavori preparati in classe, è stato ancora più emozionante perché presentato in un luogo dal grande valore simbolico, qual è la piazza dove è ubicata la targa per le vittime delle foibe».
L’iniziativa si è conclusa con l’intervento di Giuliano Lodes, testimone diretto dell’esodo giuliano-dalmata. «Oggi noi esuli di prima generazione andiamo piano piano riducendoci, ma abbiamo il compito di trasferire alle nuove generazioni il racconto di ciò che è successo in quelle terre alla fine degli anni Quaranta del secolo scorso, affinché non succeda ancora - ha dichiarato -. L’obiettivo è infatti far capire che la violenza non paga, perché chi subisce violenza un domani si ribellerà e cercherà di vendicarsi. Quello al quale dobbiamo ambire è il dialogo e il confronto».
