Pula, patto tra le istituzioni per recuperare l'antica chiesetta di Santu Miali
Il Comune vuole valorizzare la chiesa di epoca medievale che domina Monti SantuPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Una nuova vita per l’eremo di Santu Miali: Università, Soprintendenza, Comune, Fondazione di Pula e l’associazione Trinis sono pronti a fare squadra per ridare vita alla chiesetta di epoca medievale che domina sulla vetta di Monti Santu. Prima ci sarà da portare avanti una ricerca d’archivio e una indagine stratigrafica del sito, ma l’obiettivo è quello di approfondire la conoscenza dell’antico luogo di culto, abbandonato agli inizi dell’Ottocento, e ridargli una nuova vita. Marco Muresu, docente di Archeologia Cristiana, Tardoantica e Medievale dell’Università di Cagliari, sottolinea l’importanza dei resti della chiesetta di Monti Santu: “Lo studio di quel luogo di culto si inserisce in un quadro di ricerca più ampio delle tracce del cristianesimo a Pula in epoca medievale, il nostro obiettivo è cercare di capire cosa avvenne all’indomani dello spopolamento di Nora”.
Il sindaco di Pula, Walter Cabasino, spiega come mettere a sistema la chiesetta di Santu Miali permetta di dare una visione complessiva della storia di Pula: “Conosciamo bene la parte fenicio-punica e romana del nostro territorio, tuttavia epoche come quella bizantina o neolitica non sono mai state approfondite. Accendere i riflettori sui resti della chiesa di Santu Miali significa accrescere la nostra offerta del turismo religioso, ma soprattutto avere maggiore contezza della storia di Pula”. Augusto Porceddu, componente del Cda della Fondazione Pula Cultura Diffusa, nei giorni scorsi è tornato a visitare i resti della chiesa con l’archeologa della Soprintendenza Chiara Pilo e la curatrice del Museo Patroni Emanuela Atzeni: “Questo posto aveva una importanza strategica notevole, da lassù si può osservare il mare da Capo Teulada sino a tutto il golfo Degli Angeli, l’importanza storica e naturalistica di Monti Santu è notevole. In passato la chiesetta era crocevia di viandanti e di pastori che con la transumanza partivano dai centri del nuorese per raggiungere questo territorio. Ridare vita alla chiesa di Santu Miali darebbe ulteriore linfa al turismo culturale e religioso di Pula”. Paolo Olla, presidente dell’associazione culturale Trinis, auspica un ritorno alla tradizione del culto di San Michele Arcangelo: “L’aspetto turistico-culturale è di sicuro importante, ma dobbiamo ricordarci che quello era soprattutto un luogo di culto, ecco perché sarebbe fondamentale anche non trascurare la valenza religiosa di quest’eremo”.
