I sindaci del Sarrabus che si tengono per mano, assieme a centinaia di cittadini, sul guado sterrato del Flumendosa. È la grande protesta di questa mattina – l’ennesima – per denunciare la vergognosa situazione del ponte di ferro tra Villaputzu e Muravera. Ponte chiuso da 1023 giorni. «Possiamo dire senza timore di essere smentiti»,  ha ribadito Antonio Congiu, presidente del comitato che ha organizzato la protesta, «di essere precipitati nel terzo mondo da ormai tre anni, da quando cioè il ponte è stato chiuso. E siamo finiti al centro di una tempesta perfetta, tra mille rimpalli di responsabilità. Chiediamo a tutti gli enti, ciascuno per propria competenza, di fare il possibile per riaprire il ponte».

Il quadro è fosco: in tre anni i lavori eseguiti ammontano ad appena l’8,6 per cento (lavori che si sarebbero dovuti concludere in 540 giorni). L’impresa siciliana che si era aggiudicata i lavori è stata estromessa per inadempienze dalla Città Metropolitana e adesso si è in attesa dell’affidamento alla seconda classificata, una ditta sarda con sede a Cagliari. «Sono qui a rappresentare la mia comunità»,  ha detto il sindaco di Villaputzu Pierpaolo Piu, «mi occorre però ribadire che la sede giusta per la protesta è la Regione Sardegna».

Assieme a Piu erano presenti la sindaca di Muravera Francesca Mattana, il sindaco di San Vito Marco Antonio Siddi e di Castiadas Eugenio Murgioni «perché questo»,  hanno sottolineato i primi cittadini, «è un problema che riguarda l’intero territorio». E dunque «siamo pronti»,  ha chiarito Mattana, «ad attivare e sostenere nelle sedi opportune ogni azione a tutela di un diritto che viene intollerabilmente negato da oltre mille giorni, con ripercussioni importanti e oggettive sull’economia della nostra comunità». 

© Riproduzione riservata