Nora, verso il Parco Archeologico Regionale: a Pula il punto sul progetto
La definizione è attesa nei prossimi mesi ed è affidata alla Fondazione FitzcarraldoPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Il futuro di Nora passa da una nuova idea di tutela, ricerca e valorizzazione. È questo il filo conduttore dell’apertura ufficiale di PulArchàios 2026, la rassegna che a Pula ha riunito istituzioni, archeologi, università e rappresentanti del territorio per fare il punto sul percorso che porterà alla nascita del Parco Archeologico Regionale di Nora.
Nel cuore di Pula, tradizionale luogo di incontro della comunità e scenario degli appuntamenti estivi, si è parlato di un progetto destinato a segnare una nuova fase nella gestione e nella valorizzazione di uno dei patrimoni archeologici più importanti della Sardegna. La definizione del progetto è attesa nei prossimi mesi ed è affidata alla Fondazione Fitzcarraldo.
A moderare l’incontro è stato l’archeologo e direttore di Archeoreporter.com Angelo Cimarosti. Presenti i rappresentanti degli assessorati regionali ai Beni culturali e all’Ambiente: Francesca Carrada e Francesco Fronteddu per il primo, il direttore generale Matteo Muntoni per il secondo.
Nel suo intervento, il sindaco di Pula ha posto l’accento sulla necessità di una gestione unitaria e consapevole del patrimonio culturale del territorio. Una sfida che, secondo l’Amministrazione, dovrà puntare sull’equilibrio tra tutela e valorizzazione, privilegiando la qualità della conservazione e dell’offerta culturale rispetto alla semplice crescita dei numeri.
Un'impostazione che trova nella futura istituzione del Parco uno degli strumenti principali per costruire una strategia di lungo periodo.
Sul fronte della tutela, è stata sottolineata la collaborazione già esistente tra il Comune e la Soprintendenza. La Soprintendente ABAP per l’area metropolitana di Cagliari, Elena Boldetti, e la funzionaria archeologa responsabile della tutela del sito, Chiara Pilo, hanno evidenziato l’importanza di rafforzare il coordinamento tra le diverse istituzioni.
Il Parco Regionale, in questa prospettiva, potrà consolidare un'intesa già avviata e favorire una gestione maggiormente coordinata delle competenze e delle attività legate al sito archeologico.
Grande spazio anche alla ricerca scientifica, che da decenni rappresenta uno dei pilastri della presenza di Nora sul territorio.
All'incontro sono intervenuti i rappresentanti dei quattro atenei impegnati nelle campagne di scavo: Marco Giuman per l’Università di Cagliari, Silvia Pellecchi per l’Università di Genova, Jacopo Bonetto per l’Università di Padova e Federica Chiesa per l’Università Statale di Milano.
Un patrimonio di studi che conta oltre 1.200 pubblicazioni e che negli anni ha portato a Nora centinaia di studenti, ricercatori e docenti. Una presenza che non ha avuto soltanto una ricaduta sul piano scientifico, ma ha contribuito a far conoscere Pula e il suo patrimonio archeologico ben oltre i confini dell’Isola.
Il futuro Parco Regionale punta ora a dare ulteriore impulso alla ricerca, ma anche a rafforzare il rapporto tra il sito e la comunità locale. L’obiettivo indicato durante l’incontro è quello di coinvolgere sempre più direttamente i cittadini, affinché la crescita culturale ed economica legata a Nora possa essere condivisa e produrre benefici diffusi sul territorio.
In questo percorso si inserisce anche PulArchàios, pensata come occasione di confronto e di divulgazione capace di avvicinare la comunità al proprio patrimonio.
A illustrare gli aspetti tecnici e le linee guida della progettazione del futuro Parco è stata infine Enrica Puggioni, in rappresentanza della Fondazione Fitzcarraldo.
Il percorso è dunque entrato nella sua fase decisiva. Nei prossimi mesi il progetto del Parco Archeologico Regionale di Nora dovrà prendere forma, con una sfida che riguarda non solo la conservazione di un sito di straordinario valore, ma anche il rapporto tra archeologia, territorio e comunità. A Pula, intanto, il confronto è ufficialmente cominciato.
