Monserrato ricorda Giuseppe “Peppino” Zuddas a 90 anni dalla sua morte sul fronte spagnolo. Sardista, antifascista e internazionalista, morì il 28 agosto 1936 sul Monte Pelato, vicino a Vicién, combattendo in difesa della Repubblica spagnola.


«Ha combattuto non ancora ventenne nella “Grande guerra” come artigliere ed è stato sardista dal 17 aprile 1921 al 28 agosto 1936, quando è caduto con la tessera del P.S.d’Az. in tasca», ricorda Marco Sini, autore del libro “Giuseppe Zuddas, Sardista Antifascita Internazionalista”. Nato a Monserrato nel 1898, Zuddas partecipò nel 1921 alla fondazione del Partito Sardo d’Azione e l’anno successivo divenne segretario regionale della Gioventù Sardista. «Fin dai primi anni Venti si oppose fermamente al fascismo. Fu costretto all’esilio a Parigi nel 1929 e partecipò alla nascita di Giustizia e Libertà, diventando collaboratore stretto di Emilio Lussu», sottolinea Sini. 


Nell’agosto 1936 partì per la Spagna con Carlo Rosselli. Con il nome di battaglia “Resy” combatté nella formazione Ascaso-Rosselli e morì a 38 anni. Oggi Zuddas vive nei ricordi dei monserratini attraverso una delle vie di più importanti della città, intitolata a lui nel lontano 1944.
Giovedì 27 agosto alle 19.30, l’Anpi di Monserrato lo ricorderà nella sede dell’associazione culturale Pauly, in via del Redentore 216. Sono previste letture dal libro di Sini e la proiezione del film-documento Zuddas di Valeria Patané. «Deve essere esempio per le nuove generazioni per aver partecipato alla nascita del movimento dei combattenti e del primo sardismo», conclude Sini.

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