«Mi hanno svuotato il conto con un messaggino»
Eugenia Serra, 72 anni, disabile di Capoterra: avevo 599 euro, sono rimasta senza nientePer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Quando arriva un messaggio al telefonino di Eugenia Serra, 72 anni, pensionata disabile di Capoterra, nella stanza si diffonde la musica di una canzone di Celentano. “L’emozione non ha voce” canta “il molleggiato”: emozione fortissima per l’anziana vedova quando ha letto che doveva confermare o annullare un bonifico da 4.790 euro a favore di uno sconosciuto.
La telefonata
«Era il primo aprile, avevo appena ritirato la pensione, nel mio conto c’era soltanto l’assegno mensile dell’Inps, 599 euro. Mi sono spaventata. Ho seguito le indicazioni contenute nel messaggio, ho chiamato una persona dall’accento continentale, gentile, disponibile, addirittura paziente mentre mi spiegava cosa dovevo fare per evitare questo prelievo di denaro che neppure avevo. Clicchi qui, clicchi lì… Mi ha anche chiesto se avessi avuto un altro conto corrente. Ma quando mai: vivo con l’assegno della pensione. Dopo qualche ora ho controllato nella mia Poste Pay e ho scoperto che dall’altra parte del telefono non c’era un solerte bancario, ma un truffatore».
La disperazione
Questa non è la solita storia di una anziana truffata con il sistema del finto messaggino: Eugenia Serra è sola, malata ed è rimasta senza neppure un centesimo proprio il primo giorno del mese. «Sono disperata. Ho presentato denuncia ai carabinieri, ho indicato tutti i particolari di quello che si è rivelato il peggiore dei pesci d’aprile, so già che quei soldi non li recupererò mai ma adesso l’emergenza è un’altra: come faccio ad andare avanti?»
Nella sua casa di Capoterra c’è la tv sempre accesa per farle compagnia, nel cassetto tutto quello che deve pagare ogni mese: «C’è la bolletta dell’acqua, 73 euro - elenca Eugenia Serra – quella della luce, 68 euro, soprattutto la rata del prestito per la macchina che mia figlia ha distrutto, 203 euro al mese che finirò di pagare nel marzo del 2029. La Tari? Sono già in ritardo. L’unico lusso che mi concedo è la bombola del gas per riscaldare la casa: questo mese ne farò a meno, speriamo almeno che l’inverno sia finito».
Gli aiuti
Difficile confidare nell’aiuto del Comune: il marito Albino è morto sette anni fa per un tumore, era muratore e le ha lasciato due appartamenti, quelli dove adesso abitano i suoi due figli maschi di 36 e 39 anni, disoccupati, che vanno avanti con lavori saltuari. La figlia di 34 anni è via di casa da tempo. «Per il fisco ho tre case. Ma cosa mangio, porte e finestre? Mi stanno aiutando gli amici di mio figlio, per Pasqua qualcuno di buon cuore mi ha fatto la spesa. Ho paura di non riuscire a pagare le rate della finanziaria: mi porteranno via anche questa casa?».
In un momento terribile il suo pensiero è stato comunque per gli altri: «Ho voluto raccontare la mia disavventura per svergognare questi disgraziati di truffatori e per mettere in guardia tutti: non fidatevi di nessuno, non fate come me, che – ingenua e credulona- sono rimasta senza neppure un centesimo e una colomba per Pasqua».
