Maxi ondata di truffe online e furti d’identità nel Cagliaritano: anziani nel mirino, scattano le denunce
Si tratta di raggiri sempre più sofisticati, tra auto (inesistenti) comprate in rete e richieste di denaro da parte di finti parenti in difficoltàPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Truffe online, raggiri telefonici e furti di identità: nelle ultime settimane i Carabinieri del Comando provinciale di Cagliari hanno intensificato l’attività investigativa su tutto il territorio, facendo emergere un fenomeno in crescita e sempre più sofisticato. Diverse le persone ritenute responsabili di attività illecite, che avrebbero fruttato complessivamente decine di migliaia di euro.
Le tecniche utilizzate dai truffatori si fanno via via più raffinate: fanno leva sull’urgenza emotiva delle vittime e sull’apparente credibilità di interlocutori che si presentano come rappresentanti di istituzioni o operatori affidabili, spesso attraverso portali o contatti costruiti ad hoc. A finire nel mirinodei truffatori, spesso e volentieri, sono persone anziane. Tra i raggiri più insidiosi individuati dai militari c’è quello della falsa identità istituzionale. Nel Sarrabus, ad esempio, un pensionato ha denunciato di essere stato contattato da un sedicente maresciallo dei Carabinieri: con il pretesto di una presunta collaborazione urgente con la giustizia per bloccare una frode, l’uomo sarebbe stato spinto a effettuare due bonifici istantanei per decine di migliaia di euro verso un conto sconosciuto. Una volta ottenuto il denaro, il truffatore si è reso irreperibile. Molto diffusa anche la la cosiddetta truffa del “falso parente in difficoltà”. A Sant’Antioco e Guspini, in due episodi distinti, due pensionate sono state convinte a ricaricare carte prepagate da soggetti che, tramite note applicazioni di messaggistica, si spacciavano per i figli, sostenendo di aver urgente bisogno di acquistare un nuovo telefono. Sempre a Sant’Antioco, una 19enne della provincia di Napoli, già nota alle forze dell’ordine, si sarebbe finta impiegata bancaria, riuscendo a persuadere un pensionato a eseguire bonifici per quasi 1.300 euro con il falso pretesto di bloccare un’operazione fraudolenta in corso.
Nel mirino dei militari anche le attività illecite legate alla compravendita tra privati sulle piattaforme digitali. A Gonnosfanadiga, i carabinieri hanno denunciato un 21enne residente nel milanese che avrebbe incassato 13.500 euro da un pensionato per la vendita di un'auto proposta online e mai consegnata. Dinamiche analoghe si sono registrate a Furtei e Samatzai, dove due persone si sarebbero fatti accreditare cospicue somme per la vendita fantasma di macchine agricole o veicoli, fornendo in un caso persino una carta di circolazione falsa per rassicurare l'acquirente. Non mancano poi le truffe legate a falsi siti di e-commerce, come accaduto a Dolianova, dove un impiegato ha versato quasi 500 euro per l'acquisto di bancali di pellet mai recapitati, o i raggiri assicurativi telefonici registrati a Monserrato per la stipula di finte polizze RCA. Anche le piccole transazioni non sono esenti da rischi: a Villasor una coppia è stata denunciata per essersi fatta accreditare il pagamento per la finta riparazione di un elettrodomestico, mai restituito, mentre a Villanovafranca una donna, già nota alle forze di Polizia, avrebbe simulato un incidente stradale inducendo la vittima a consegnarle 80 euro in contanti per un finto risarcimento danni.
Tra le truffe sventate dagli uomini dell’Arma non mancano i furti dell’identità digitale. A Dolianova, due giovani incensurati avrebbero proposto a diverse vittime finti compensi in denaro in cambio di recensioni online, richiedendo però l'invio di fotografie del viso e dei documenti di identità. Tali dati sensibili sarebbero poi stati ceduti a terzi tramite canali social per l'apertura illecita di conti correnti destinati a riciclare i proventi di altre truffe. Un'altra variante emersa a San Nicolò Gerrei prevedeva l'ingannevole promessa di facili guadagni in cambio della condivisione di video, vincolata però al versamento preventivo di centinaia di euro in finte commissioni.
(Unioneonline/v.f.)
