Sono tante le persone che, nelle scorse ore, avevano deciso di dare il proprio piccolo o grande contributo a sostegno di Antonio Cannas, allevatore del Sarrabus le cui mucche sono state condannate all’abbattimento a causa del contagio da dermatite nodulare. Subito era partito il tam tam su social e chat per aiutare la famiglia, con una raccolta fondi sulla piattaforma GoFundMe.

La corsa, però, si è fermata in breve tempo. «In questo momento così difficile, con grande dignità e rispetto, Antonio mi ha chiesto di fermare tutto. Nonostante il dolore che sta vivendo, preferisce non avviare raccolte fondi o iniziative di questo tipo». Lo ha comunicato sui social Giorgio Fanni, imprenditore di Muravera e promotore dell’iniziativa, che aveva già raccolto l’adesione di tanti utenti.

«Antonio vuole affrontare questo momento in silenzio, con la sua famiglia. Questa scelta, oggi, gli fa ancora più onore – aggiunge Fanni –. Ringrazia di cuore tutti per la vicinanza dimostrata. E credo che il modo migliore per rispettarlo sia proprio questo: essergli vicini, ma rispettando la sua volontà. Per coloro che hanno già donato, arriverà un rimborso automatico nei prossimi giorni».

La raccolta era nata per sostenere la famiglia Cannas, che alle spalle ha «una vita costruita passo dopo passo». Ma oggi, a causa di alcuni casi di dermatite bovina, si è reso necessario l’abbattimento totale della mandria. «Da un giorno all’altro si ritroveranno senza nulla: da quasi duecento capi a zero. Non è solo una perdita economica enorme, è un colpo durissimo anche per il futuro: ricominciare non sarà semplice, né veloce», aveva scritto Fanni sui social.

(Unioneonline/v.f.)

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