A Bithia, territorio di Domus de Maria, sono stati riscontrati «importanti danni e situazioni di emergenza nelle porzioni dei siti adiacenti la costa, che sono stati maggiormente esposti all'azione erosiva del moto ondoso che ha raggiunto una forza eccezionale». A Pula «ha subito ingenti danni nella fascia costiera, in particolare in quella esposta a est e a sud». 

Non arrivano buone notizie dal report dei sopralluoghi della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per la città metropolitana di Cagliari e le province di Oristano e Sud Sardegna per la verifica dei danni al patrimonio archeologico causati dal passaggio del ciclone Harry.

Le prime ricognizioni sono state effettuate nei territori di Domus de Maria e di Pula, dove le amministrazioni comunali hanno segnalato criticità rispettivamente nei siti archeologici di Bithia e di Nora.

Le verifiche effettuate dal personale tecnico della Soprintendenza a Bithia hanno riscontrato importanti danni e situazioni di emergenza nelle porzioni dei siti adiacenti la costa, che sono stati maggiormente esposti all'azione erosiva del moto ondoso che ha raggiunto una forza eccezionale.

A Bithia

A Bithia la Soprintendenza ha «immediatamente avviato un intervento d'emergenza di recupero, messa in sicurezza e scavo archeologico dei contesti a rischio perdita e la squadra di archeologici è all'opera».

La sicurezza del sito, viene fatto sapere dagli uffici del ministero della Cultura, «è garantita in questi giorni grazie alla collaborazione con il comune di Domus de Maria e le forze dell'ordine».

I carabinieri del nucleo tutela patrimonio di Cagliari, quelli  della stazione di Domus de Maria, supportati dai colleghi delle stazioni dei comuni vicini, e il Corpo Forestale, in particolare con il personale della stazione di Teulada, «stanno fornendo supporto operativo con il controllo e il pattugliamento costante dell'area, che è stata munita anche di sistemi di sorveglianza da remoto». Oggi sono intervenuti anche i carabinieri subacquei di Cagliari «per verificare la presenza in mare di materiali archeologici trascinati dalle onde».

A Nora 

A Nora il sito «ha subito ingenti danni nella fascia costiera, in particolare in quella esposta a est e a sud, confermando la particolare delicatezza di queste aree soggette all'erosione costiera e a rischio perdita del patrimonio archeologico e su cui sono in corso progetti di salvaguardia a cui stanno lavorando la Soprintendenza, il provveditorato alle opere pubbliche di Cagliari, il Comune di Pula e la Regione».  In particolare, si sono registrati «cedimenti e smottamenti nell'area delle terme di Levante, accumulo di elementi lapidei scagliati dalle onde sul foro romano e sulla zona del quartiere punico con crolli di porzioni di strutture, caduta di pini con eradicazione di strati e contesti archeologici, oltre a danni al sistema di protezione della scogliera sotto il tempio di Esculapio».

I controlli

Le attività di verifica e quantificazione dei danni sono ancora in corso. Il personale della Soprintendenza sta effettuando controlli e sopralluoghi anche in altri siti costieri del territorio per verificare eventuali ulteriori situazioni critiche.

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