La Pratobello 26, ovvero la protezione dall’assalto delle rinnovabili attraverso le varianti ai Piani urbanistici comunali, non passa nella Città metropolitana di Cagliari. Il Consiglio dell’ente intermedio, che raccoglie le settanta amministrazioni dell’ex provincia, ha bocciato a maggioranza la mozione del centrodestra andata ai voti lunedì.

«Massimo Zedda e alleati hanno gettato la maschera», tuonano dal centrodestra i firmatari del provvedimento. Ma dal Campo largo nessuna reazione dopo la bocciatura. Intanto i Comitati della Pratobello 24, la legge di iniziativa popolare pensata per blindare l’Isola su scala regionale, si preparano alla mobilitazione di venerdì a Cagliari, vista l’adesione allo sciopero generale proclamato dall’Usb: «Portiamo il tema dell’anticolonialismo energetico nel dibattito nazionale».

Ci sono voluti quattro mesi perché la mozione sulla Pratobello 26, con primo firmatario Roberto Mura, la quota di Alleanza Sardegna nella Città metropolitana di Cagliari, finisse all’ordine del giorno, sostenuta anche da Raffaele Onnis (Riformatori) e Corrado Maxia (Fratelli d’Italia). «Nessuno ha chiesto al Consiglio di approvare una legge o di sostituirsi alla Regione. Abbiamo semmai invitato la maggioranza ad assumere un ruolo attivo nella tutela del territorio e a sostenere concretamente i Comuni davanti al rischio di una speculazione energetica che potrebbe compromettere in maniera irreversibile il nostro paesaggio – spiega Mura –. Si trattava di avviare un percorso condiviso per individuare le aree sensibili, tutelare il suolo agricolo, salvaguardare coste e lagune, valorizzare il patrimonio ambientale e fornire strumenti tecnici alle amministrazioni locali».

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